domenica 5 maggio 2019

DIO DACCI LA PACE

Domenica 5 maggio è una buona giornata per scrivere, Nu Jorno Buono direbbe Rocco Hunt nelle sue canzoni.
C'è ispirazione, c'è soprattutto la voglia di esternare emozioni represse, o meglio, una parte di Vita che si accende quando spegni il cervello ed entri nel mondo dei sogni mentre stai dormendo.
Il sentimento è forte, intenso, ma soprattutto si ripete ogni qual volta pensi di spegnere il circuito dei pensieri dormendo, in quel preciso istante si accende il circuito delle ferite.
Non è qualcosa che puoi controllare, è il tuo Io che ti parla, ti racconta come sta viaggiando la tua Vita e quello che dentro di te fa a pugni. Ecco, mentre dormi la tua coscienza ti parla, ti suggerisce, ti detta tutto quello che non va.
La coscienza però non concepisce gli altri, vuole nutrire il tuo Ego, costi quel che costi, vuole raggiungere il suo scopo, vuole che stai bene, ma non tiene conto che a volte tu sei un tramite, una leva dove si poggia il mondo, una corda che viene tirata da entrambi i lati.
Tu sei proprio nel mezzo, al centro di 2 poli che si contendono un po' di soddisfazione, un po'di orgoglio, un po' di felicità, e tu altruista non fai altro che prendere il tuo cuore e spartirlo un po' di qua e un po' di là a rimembrare Gesù Cristo con la divisione dei pani o dei pesci.
Ma c'è qualcosa di peggiore che soffrire per se stesso, non avete mai considerato che soffrire per gli altri è ancora peggio, specie quando non potete fare niente di concreto per risolvere una situazione se non affidarsi completamente al Supremo consegnandogli la chiave del nostro cuore convinti che la Pace regni su di noi.
Buon compleanno Nonna 

venerdì 5 aprile 2019

UN BATTITO DI ALI

Solo la notte mi salvava dal quel pensiero fisso, da un po' di tempo nemmeno quella.
I sogni allora diventano incubi, i risvegli traumatici, le giornate un continuo senso di colpa.
E' il triste epilogo che si paga quando non fai i conti con la tua coscienza, quella che ti suggerisce cosa fare quando devi compiere una scelta. 
Mi piace parlare del potere della letteratura, della parole, dell'amore, e cioè strumenti che ti consentono di capire il valore di una persona ancora prima di perderla. In realtà non è proprio così, o meglio, se perdi una persona perchè muore e hai saputo cogliere le sue qualità ancora prima di quella dannata perdita, allora la coscienza sarà pulitissima, specie a distanza di anni. Quando invece perdi qualcuno soltanto per "capriccio", faccio l'esempio di una banale lite che ti fa chiudere ogni rapporto, in quell'istante la perdita ti devasta il cuore. Sai che la persona c'è ma è come se non esistesse, almeno per te, e allora il peso sulla coscienza è una pietra grossa come un macigno, il suo pensiero ti rincorre ovunque e ogni istante ti illudi di trovarla in ogni angolo di strada, pronta a trafiggerti con uno sguardo, o peggio ancora, con una compagnia errata.
A volte non sai quale sia il rimedio, si chiamano ferite tridimensionali, nemmeno il tempo le può guarire, consapevole che chi è causa del suo male pianga se stesso.
E' un mix di sentimenti di malinconia, di tristezza, di abbandono. Non escono dalla bocca ma si possono riscontrare leggendo il libro del cuore, un po' affranto, un po' spento, specie quando i suoi battiti non si sentono più.
E' questo il rammarico, il rammarico di non essere stati pronti a cogliere ciò che tutti non stavamo aspettando e confonderlo con un temporale passeggero quando invece era quella tempesta perfetta scaturita da una farfalla che dall'altra parte del mondo aveva appena battuto le ali.

domenica 31 marzo 2019

2 ANNI DI SOFFERENZA

Ciao Adriano, oggi sono 2 anni che non ci sei più. Ricordo ancora quella telefonata dove venivo avvertito della tua scomparsa, ed io che facevo fatica a crederci straziato dal dolore.
Sono passati 2 anni ma è come se il tempo si fosse fermato, sembra ieri che andavamo in giro per i campi, a vivere la nostra passione, il nostro calcio, anche perchè nonostante tutto lo squallore che c'è dietro avevamo solo quello.
Da allora nulla è cambiato, ogni giorno è una battaglia continua dove ognuno cerca di sopraffare l'altro con qualsiasi arma e mezzo.
Ma tu il gioco lo conoscevi bene e sapevi districarti nei labirinti della Vita, infatti eri così diffidente da dare poca confidenza a chiunque. Potremmo giustificarci dicendo che abbiamo dovuto creare questa falsa identità allo scopo di farci strada in un mondo talvolta ostile, ma abbiamo pagato un prezzo altissimo: sofferenza direttamente proporzionale alla sua dimensione, e cioè siamo rimasti soli.
Caro amico ci accorgiamo del peso specifico di una persona quando la perdiamo. Lì capisci quel valore, prima non ci avevi pensato. La potenza dell'affetto dà il potere di intuire il valore delle cose un attimo prima di perderle, anche se poi, ti rimane il dolore, l'angoscia, la tristezza, quel vuoto che nessuno potrà mai colmare.
Oggi a 2 anni di distanza rivendico la tua amicizia, il tuo modo di essermi amico, così, nella maniera più incondizionata possibile.
Ciao Adriano, che la tua anima possa essere in un posto migliore di questo e che vegli su di noi, ora e sempre.

sabato 30 marzo 2019

L'AMORE

L'amore, fare l'amore - ma farlo con la persona che si ama. Lo dicono le donne, però anche moltissimi uomini. Lo dicono di qualcuno che spesso è la moglie, il marito, il compagno o la compagna di una vita. O l'amore di un momento, il sogno d'un amore, il desiderio di amare. L'amore per i figli, da quelli non ancora nati e rappresentano la speranza del futuro a quelli già diventati adulti, che magari per lavoro sono lontani. L'amore di quelli che non ce l'hanno ancora, per cui una ragione di vivere diventa l'attesa del giorno in cui lo troveranno. L'amore per i genitori, anche malati, anche quando non ci sono più, ma continuano a vivere nel ricordo dei propri cari. Per i fratelli con cui si cerca di restare sempre in contatto.

C'è un senso fortissimo della famiglia in questi elenchi, ma il sentimento dei legami va oltre la cerchia del sangue.
Spesso si elencano gli amici, quelli veri, quelli con cui si è legati, annodati per sempre. O i gesti che ci mettono in comunicazione con gli altri: da un sorriso per strada ricambiato al trovarsi insieme per manifestare. C'è il piacere di ridere, a crepapelle, sino alle lacrime: risate terapeutiche capaci di contagiare e curare chi è triste. E il bisogno di piangere che spesso diviene un diritto conquistato con la consapevolezza di voler essere se stessi, sempre. Ci sono i viaggi, il mare, i paesaggi dei ritorni a casa, i cieli stellati, il profilo dei monti. E poi i sapori: la cioccolata, la pizza, nuotare nel Piave, il sole, i fiori. Inseriti negli elenchi smettono di essere cose trascurabili e divengono dettagli fondamentali.

lunedì 25 marzo 2019

DUE PONTI E POI TU.....M

E' sempre difficile iniziare un discorso, è forse più facile finirlo, o meglio trascorrerlo.
Cosa voglio dire: mentre scrivi un articolo ciò che scrivi ti accompagna dall'inizio fino alla fine, ti fa compagnia, un po' come la radio che ascolti mentre sei in macchina.
La scrittura dà quella sensazione lì, è come se spegnessi il cervello e vivessi tra le nuvole per tutto il tempo che impieghi a scrivere. Non importa cosa, l'importante è scrivere.
L'ispirazione non può mancare, specie quando il cervello è in una fase di stand by, un po' come quando chiudi gli occhi, sicuramente penserai alle cose che per te sono le più importanti.
A me capita di abbandonarmi quando sono in macchina con la radio accesa, un sole cocente che mi batte in faccia e tanta fantasia via con me. Prima pensavo solo a vincere, e difatti vincevo. Adesso penso a quanto sia corta la strada che separa il bene dal male, il bello dal brutto, l'amore dall'odio, la tristezza dalla felicità.
Il titolo di questo argomento non è un paradosso, a volte basta veramente poco per passare da uno stato all'altro: troppo breve la strada che separa il tutto col tutto; è come andare da Chivasso a Brandizzo, 3 chilometri di carreggiata,  2 ponti in mezzo "Orco" e "Malone" che passano sotto e poi tu.
La mia non vuole essere una crittografia, ma è nel nostro intimo immaginario che s'interpretano le parole, un po' come i 4 Vangeli canonici della Religione Cattolica, tutto è una possibilità, l'importante è immaginarla.
Ognuno di noi alla ricerca della giusta frequenza per sintonizzarci e vibrare con Lei, io porto nel cuore M.2.O. una radio che per anni mi ha fatto sognare ascoltando le sue bellissime melodie. Era un periodo dove viaggiavo tanto e guai se non avessi Lei al mio fianco. Adesso non riesco a sentirla, non funzionano le frequenze ma è quello che ti rimane in mente cio' che conta di più.
Ora come ora penso che la Vita sia veramente una questione di centimetri, specie quando ci passi molto vicino e non puoi fare altro che guardarla nella sua dimensione più bella. Lei non ti vede ma ti basta lasciare un bigliettino per fargli sapere che ci sei.
E' come miscelare 2 colori per farne venire uno ancora più bello, il granata e il grigio per esempio, un mix sempre vincente che rende un giorno come il venerdì il giorno più bello della settimana sapendo che sabato e domenica non lavori.
Alla prossima

lunedì 11 marzo 2019

LIRACOIN SOGNANDO LA LIBERTA'

Pochi giorni fa ho scommesso su questa moneta virtuale, o meglio, una criptovaluta.
Non sono un esperto in economia finanziaria, ma ho voluto investire su un prodotto che nel tempo potrebbe darmi la libertà che cerco.
Scrivo da anni, lo sapete, cercando quella libertà che fino ad oggi non ho trovato. Cerco quotidianamente di scoprire la verità, di capire a quali leggi sottostiamo.
Non è facile, sembra tutto casuale, ma nella casualità c'è sempre un filo logico, un po' come la teoria del caos. Sono in pochi in questo mondo a darti un'opportunità, un'occasione, e allora devi dartela da solo.
Combattendo, giorno dopo giorno, consapevole che sarà sempre una sfida, impari, ma pur sempre una battaglia dove tu combatti a mani nude, ma con tanto cervello a seguito.
E' l'intelligenza il motore di tutto, specie in un mondo dove l'essere umano risulta mediocre, ignorante, superficiale, disattento, dis, dis e poi ancora dis.
E' una continua evoluzione sostenuta da uno studio maniacale verso tutto quello che è Vita.
Chiedersi costantemente perchè, come, quando, dove, è di per sè un atto di consapevolezza, una presa di coscienza, una ragione in più per trovare le risposte ad ogni domanda.
Non esiste la fortuna, esiste un modo segreto per portare a se benessere e ricchezza.
Non esiste il destino, esiste un modo per costruire e proiettare nel futuro la propria vita.
Oggi più di ieri, la mia energia è incanalata in un percorso difficile ma allo stesso tempo bello e avvincente, dove l'immaginazione mi porta a vivere un futuro roseo e ricco di soddisfazioni.
Vedete, il mio futuro è già stato scritto, rafforzato da convinzioni forti, incoraggiato dalla lettura, dal pensiero che genera materia, da automatismi mentali, abitudini e stile di vita dove l'amore è la parte più importante dell'insieme. L'amore, inteso come il dare ad ognuno il giusto valore delle cose, la giusta considerazione, i giusti meriti, affermando con forza che siamo mediocri, ma straordinariamente unici.

martedì 5 marzo 2019

A TE LE CERTEZZE

Ci sono alcuni momenti dell'anno dove sei ispirato e qualsiasi cosa tu possa scrivere, questa, diventa un capolavoro. Un po' come nella vita quando ti va tutto bene anche se non presti particolare attenzione, sei come l'asso pigliatutto, un po' per fortuna, un po' per casualità, oppure semplicemente destino, anche se al destino non ci ho mai creduto, tutto ti riesce alla grande.
Poi ci sono altri momenti dove l'unica ispirazione che immagini dentro di te è un tramonto: pensi a quel sole che piano piano si allontana, perdendo quella luce splendente, abbassandosi lentamente fino a scomparire dietro l'infinito.
Non è nient'altro che uno stato d'animo, un rapporto diretto tra te e i tuoi pensieri. Una parte di se che osserva se stessa.
E' l'insieme delle situazioni che cambiano minuto dopo minuto dove il passato non conta più, e dove il presente prende il sopravvento materializzandosi con le sue azioni spesso contrastanti.
Ti chiedi se esiste una linea che collega ieri con domani, non la vedi ma c'è. E' un filo diretto che ti porta ad essere quello che sei, catapultato in un mondo dove reciti la tua parte migliore, proiettando la tua Vita futura con le esperienze vissute in passato.
Ragioni e pensi come ti hanno insegnato a fare, ti comporti come chi ti ha dato gli esempi quando eri piccolo,  praticamente sei un mix di genetica, ambiente e condizionamenti.
Di te c'è poco, almeno fin quando non scopri il talento che hai dentro, ma spesso rimani così per tutta la Vita, così, come il prolungamento della Vita degli altri, e tu che non hai avuto il coraggio di ribellarti, rimarrai con quei sensi di colpa che ti accompagneranno per sempre.
Oggi più di ieri, sei in balia degli eventi, le certezze che avevi te l'hanno fatte perdere mano a mano, e tu non avevi nient'altro che quelle. 
Parole al vento, no, si dice che la Vita s'impara con il tempo, come una lunga partita a scacchi, dove tu sai bene che nonostante un avversario forte, alla fine sei sempre tu a trionfare.
Certezze, quelle uniche cose che hai da quando sei nato e che a volte hai dato in pasto agli altri. Certezze, come quelle che ti hanno permesso di essere quello che sei. Certezze, anche a costo di passare per presuntuoso e spavaldo. E poi con chi, con quei 4 cafoni che ti osservano? No, con chi, con quei 4 imbecilli che ti giudicano? No, con chi, con quei 4 invidiosi che ti vogliono umile?
Sappi che l'umiltà ha fatto già troppe vittime, sono i convincimenti che ti rendono forte, giusti o sbagliati che siano.




venerdì 25 gennaio 2019

LA PERSEVERANZA PAGA

Erano anni che non sapevo cosa si provasse ad avere i pomeriggi liberi, mi sono bastati 2 giorni per capire che il concetto di libertà in senso stretto del termine ha poco a che fare con l'ozio di un lungo pomeriggio fatto di pensieri e riflessioni.
No, la libertà è un'altra cosa e mi piace viverla dopo un intenso e prolungato e soprattutto fruttuoso impegno. Una settimana per riavvolgere il nastro e poi pronti, sempre in giro per quell'arricchimento quotidiano che mi serve per crescere sia come persona che come professionista.
Bisogna avere le palle ottagonali per fare certe scelte è vero, in un mondo dove chiunque pur di mantenere la poltrona avrebbe fatto qualsiasi cosa, io invece no, ho salutato tutti augurando loro un grande in bocca a lupo per il proseguo della stagione sportiva.
E' stata una parentesi durata 6 mesi dove ho avuto modo di confrontarmi con tanta gente, e di questo ne vado fiero. 
Ho ricevuto tante chiamate, buona parte di queste erano chiamate di "comodo", come dire, "te l'avevo detto io che sarebbe andata così", a questi ho risposto che i miei 6 mesi a Lucento sono stati splendidi, mi è mancata solo un pizzico di fortuna, ma chiunque ha visto una partita della mia squadra si è sicuramente divertito.
La storia non si scrive con i se e con i ma, questo è incontrovertibile ed inconfutabile, una cosa è certa: la perseveranza paga, e non importa quanto tempo dovrò aspettare, pagherà.
Rosario Ligato

venerdì 21 dicembre 2018

DICIASSETTEEBASTA

Quando si pensa ad un numero si pensa spesso alla fortuna, ognuno di noi ha i suoi numeri nel cassetto, quei numeri da tirare fuori al momento del bisogno. Chiamasi numero fortunato.
In ogni cultura spesso il numero fortunato cambia, per non parlare di quel numero che molti non intendono nemmeno nominare, vale a dire il 17, quel numero che sull'aereo non è neppure menzionato.
Poi però, i rapporti intrinsechi che ognuno di noi ha con i numeri sono così soggettivi e spesso fuorvianti che sfuggono da vere e proprie logiche. 
Io, che al numero 17 non ci avevo mai creduto, ho dovuto ricredermi con il passare del tempo e dell'età, io che col 17 c'ho avuto a che fare e che è entrato a far parte della mia Vita come molto di più di un semplice numero fortunato.
Dietro questa "banale" cifra c'è un mondo intero che per descriverlo tutto non basterebbe un'enciclopedia Treccani. Racchiudere il numero 17 in un povero trafiletto di un post non darebbe giustizia a chi vuole veramente allegare ad esso sentimenti, gioie, momenti, pensieri, sguardi, fantasie, sensi di Vita.
Un lago a dar inizio alle danze, il fuoco per scaldare una gelida serata di novembre, e poi tanta tanta passione. Sembra un film congeniato dal miglior regista hollywoodiano, in realtà è un capolavoro della natura a riconferma che il vuoto cosmico non esiste ma tutto è energia che unisce un qualcosa chiamato tutto e che questa volta ha unito 2 stelle che in cielo non si sarebbero mai incrociate.
Tu caro 17 che vieni a trovarmi una volta al mese, oppure più volte al giorno, dipende se guardo il calendario o l'orologio che ho al polso. 
Un compleanno per salutarti, caro 17 farai sempre parte di me e sarai il numero migliore che ho conosciuto. 

sabato 17 novembre 2018

IL VALORE DELLA VITTORIA

Il compianto Gianni Agnelli disse: "Vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta".
Una frase che ancora oggi rimbomba e tiene banco in ogni ambiente calcistico.
Grazie a questa frase, spesso fraintesa, il valore del calcio italiano iniziò a scricchiolare, si è badato a vincere già dalla scuola calcio, saltando ogni passaggio utile a costruire un giocatore che ti fa vincere le partite.
Bisogna andare oltre all'ottenimento dei 3 punti o alla vittoria di uno scudetto, bisogna puntare a qualcosa di più importante, di più nobile che al mero ed esclusivo ampliamento di un albo d'oro.
Oggi se l'unica cosa che conta è vincere, ritengo che il significato della parola cambia di significato: vincere significa costruire, ideare, pensare, lasciare traccia, creare un modello di gioco di cui tutti ne ricorderanno le trame.
Suggestivo un commento di un tifoso della Ternana con allenatore Pochesci: "mi sono divertito di più in 6 mesi con te ( POCHESCI ), che in 20 anni di calcio".
Vincere significa degustare il palato dei tifosi con una squadra mediocre. Vincere significa cambiare il modo di vedere le cose, creare un modello originale e non un copia e incolla.
Vincere non è segnare anche con le mani e chissenefrega, bisogna andare oltre, anche sfociando nel campo del sentimenti, spesso messi da parte da un freddo tabellino che sancisce chi ha fatto più gol, senza considerare che negli anni di quel tabellino non rimarrà traccia.