venerdì 16 dicembre 2016

LIBERTA'

Sognando la Libertà è il titolo di questo blog dove quasi quotidianamente pubblico pensieri e parole. Ognuno di noi ha un'interpretazione diversa della Libertà, ed è giusto che sia così. La Libertà è soggettiva, personale, intima, ed è forse la più grande conquista che un uomo o una donna possano ottenere dalla vita.
"Ho tanti fratelli che non riesco a contarli e una sorella bellissima che si chiama Libertà" diceva Ernesto Che Quevara.
Charles Bukowski aveva un'idea diversa della Libertà, più soggettiva rispetto a Che Quevara il quale pensava ad un concetto di libertà improntato sul patriottismo.
Bukowski si esprimeva in questi termini: "l'anima libera è rara, ma quando la incontri la riconosci subito, soprattutto perchè provi un senso di benessere quando gli sei vicino".
La libertà per me è qualcosa di più profondo, è un sentimento che provi dentro di te, ed esula da fattori esterni quali confini geografici, religiosi, politici, ambientali, economici.
La libertà che sogno è un'emozione indescrivibile, uno stato d'animo che si acquisisce col tempo, una Pace interiore che ti rende felice come un bambino, leggero come una piuma, splendente come la luce del sole. 
Tra pensieri e parole, perchè il mio modo di scrivere è la traduzione dei sentimenti che prova il mio cuore, spesso ferito dagli eventi che in qualche modo hanno segnato la mia vita, ma sincero e leale come l'essenza della mia persona.
Sognando La Libertà, tra Pensieri e Parole, come il ritornello di una Vita ricca di contenuti, dove lo Spartito è sempre diverso, dove se cadi devi imparare a rialzarti, dove per me è tutto poesia, bella o brutta che sia.

mercoledì 14 dicembre 2016

AUGURI PAPA'

Se si potesse descrivere in poche righe l'affetto che prova Rosario Ligato per i propri genitori sarebbe abbastanza semplice: amore incondizionato, unione indissolubile, gratitudine infinita, empatia sistemica, o semplicemente una ragione di vita.
Nel giorno del tuo compleanno, mi vengono in mente tutti i momenti della vita in cui siamo stati insieme, da quando venivi a prendermi all'asilo, a quando mi accompagnavi alla Scuola Calcio a Melito Porto Salvo.
E' stata un'infanzia ricca di contenuti e momenti dove i miei ricordi sono chiari, limpidi e forti, come la tua voce, che squillava di emozioni imitando Little Tony mentre andavamo in macchina a trovare i nonni a San Lorenzo Superiore. Riderà, Cuore Matto, l'Immensità, il Mondo, Piccolo Fiore, sono solo alcuni dei pezzi che cantavi in macchina risalendo i tornanti di una strada che ha segnato la tua vita.
Sei Nato a San Lorenzo il 14 dicembre del 1947 e vivi a Chorio da ormai 43 lunghi anni, hai fatto dell'allegria la tua ragione di vita: una carriera da cantante coronata con l'apparizione alla Corrida nel maggio del 2009 dove hai dato voce ad una terra come la nostra dove i sacrifici , gli sforzi e le fatiche non finiscono mai,  una Terra difficile ma allo stesso tempo bella, dove ancora oggi risiedono e convivono con la gente rimasta alcuni valori che ci contraddistinguono nel mondo.
Fin da piccolo la tua passione per l'officina ti ha fatto diventare un Maestro delle macchine, tante le tue tappe, Reggio Calabria a 12 anni nel famoso Rione Botteghelle; Milano, Piazzale Maciachini a 16 anni dove hai dormito in macchina per 3 mesi prima di trovare un alloggio, poi la chiamata alle Armi per espletare il Servizio di Leva: Marsala prima, Pisa poi, 18 mesi di Servizio, onorato con il tuo grande senso del dovere.
Il ritorno nella tua Terra dove ti sei realizzato sposando quella che per me è la Mia Mamma migliore. Hai sempre lavorato conservando le tue passioni più grandi come il calcio dove da attaccante hai fatto centinaia di gol, imitando Sivori, quel gran giocatore che ti ha fatto innamorare della Juventus. Hai cantato nelle piazze di tutta la Calabria emozionando la platea con le tue esibizioni divertenti, e grazie al tuo grande cuore sei diventato l'amico di tutti.
Ed è oggi, nel tuo sessantanovesimo compleanno, che ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me, dove in ogni attimo dei miei 33 anni ci sei sempre stato, dove insieme abbiamo affrontato tutto, Tu che mi hai insegnato a vivere, Tu che mi hai dato il Cuore, Tu che mi hai dato la Vita.
Ed è oggi, in questo giorno di festa, che ringrazio Dio di essere tuo figlio, a testimoniare un amore incondizionato, fiero di essere il figlio di Nino Ligato.

sabato 10 dicembre 2016

CHIERI: AMORE INCONDIZIONATO

Chieri è un'amore incondizionato, di quelli che non scordi mai, a prima vista come si dice in gergo.
L'empatia con il Presidente Luca Gandini è forte, la Stima è reciproca.
Da Chivasso a Chieri, come 2 lettere che si uniscono, si fondono e formano una ragione di vita.
Un sentimento profondo che mi lega a questi colori, a questa gente, a questa maglia tatuata sulla pelle, una seduzione che ha radici profonde, ma nei miei occhi e nel mio cuore una lettura molto alta e chiara.
Il Chieri è dentro me come un organo vitale: un senso di appartenenza che va aldilà del calcio giocato, un'indissolubile unione di intenti, di obiettivi, di algoritmi che risolvono ogni tipo di problema. Chieri, come una famiglia di cui non ti separeresti mai, dove il legame è di quelli forti, leali, sinceri, dove per amore faresti qualsiasi cosa, come un figlio con il padre.
Da Chivasso a Chieri, come in un film romantico dove l'amore prevale su tutto, dove su quel manto verde tocchi per mano la felicità, e un vento di gioia ti accarezza il cuore.
Da Chivasso a Chieri, con un biglietto di sola andata tra le mani, sui binari dell'amore, come ieri, oggi e domani.

DEFAULT

La letteratura europea è fucina di grandi talenti: Heathcliff,  Edmond Dantès,  Mr. Darcy, Dorian Gray, Alekos Panagulis,  solo per citarne alcuni.
Ognuno di loro è stato protagonista di grandi romanzi che ancor oggi vengono letti appassionatamente da un cospicuo numero di persone.
Il romanzo di formazione nasce con Goethe e muore sui campi di calcio della provincia italiana. Quello delle Società disastrose è un grande universo popolato da dirigenti pittoreschi, calciatori sul viale del tramonto, tifoserie inesistenti o rissose, stadi inagibili e sonore brutte figure.
Come nel tradizionale romanzo di formazione, i protagonisti sono giovani stretti nel passaggio dall’età adolescente all’età adulta, in conflitto con gli ambienti della borghesia, provati da un lungo percorso di maturazione, isolati da se stessi, emarginati dalla collettività, etichettati come i latitanti più pericolosi del mondo. Ricchi fuori, ma inverosimilmente poveri dentro.
Lo scopo iniziale del romanzo è quello di promuovere un'integrazione sociale del Protagonista ( ? ), col passare del tempo lo scopo è quello di raccontare emozioni, sentimenti, progetti.
Gli obiettivi però, saranno tutti fallimentari: del resto, da raccontare ce ne sarebbe tanto, ma le emozioni sono tutte negative, i sentimenti non sono mai esistiti, i progetti solo sulla carta.
Da quel momento in poi, abbiamo imparato a riconoscere le tappe che scandiscono l’iniziazione delle Società disastrose nella borghesia del calcio di provincia: operato confuso, idee che falliscono,  tifosi che protestano, proprietari che scompaiono, fino al crollo definitivo.
Venezia, Como, Treviso, Ancona.
Storie parallele, senza punti di contatto, ma intimamente legate, esattamente come accadde alla letteratura europea tra Ottocento e Novecento.

martedì 6 dicembre 2016

NOI CONTRO NOI

Ci sono giorni in cui sei spensierato, tranquillo, sereno, disteso e beato, altri invece dove la tua mente gira come la pallina di un flipper impazzito.
Il profluvio ( ininterrotto ) ottimismo professato da chicchessia per giustificare un evento di cui rivendicare i diritti d'autore, rischia di diventare un comportamento patetico ai limiti della vergogna.
Purtroppo oggi l’antica saggezza degli uomini d'Onore è completamente svanita in una continua ricerca del colpevole e ognuno fa un po’ quel che gli pare.
L'"empatia del postmoderno", la chiamano gli estasiati ammiratori dei Vip, io direi più un paraculismo al quadrato, produce un'infinità di parallelismi e similitudini dome meriti e demeriti si scambiano l'identità, in uno scenario dove Satana porta la Croce e Cristo professa il male.
Un'immaginazione così estrema da far vomitare una capra, ma guai a nominare gli Agnelli, hanno già i loro problemi con Lapo.
Sulla carta questa rinnovata libertà dovrebbe ampliare il ventaglio di comportamenti possibili aumentando tanto il panorama dei tosti quanto quello degli sfigati. Ma a dispetto di una realtà che cambia continuatamente, sembra ci sia la tendenza a perpetuare comportamenti ridicoli ed estremamente nocivi per la nostra immagine pubblica.
Un po' come le sigarette, sai che ti fanno male ma le fumi lo stesso.
La nostra Joie de vivre non ha ancora fatto i conti con le sabbie mobili dell'incoscienza umana, o forse l'abbiamo solo incrociata, letta, vista o sentita.
Noi, che non abbiamo quelle attenuanti generiche di cui godono i ragazzini, contro noi stessi,
ultimo baluardo estremo della civiltà contemporanea.

MEDIOCRITA' ASSOLUTA

Nel gran boato del referendum costituzionale, un silenzio assordante invade i nostri popoli, un vento fortissimo scoperchia i tetti e una pioggia abbondante innaffia il deserto che c'è dentro ognuno di noi.
Vuoti, mediocri, appena sufficienti e forse inadatti a trovare verità nascoste o inganni ben camuffati, dove l'unico obiettivo è salvare la propria poltrona, in una realtà dove ognuno è succube dell'altro.
A volte basta una frase per capire il valore di un uomo: "Abbiamo perso un referendum, non il buonumore".
Il riferimento è puramente casuale,  ma necessario per rendere l'idea che in questo difficile puzzle della vita, spesso anche nel male c'è qualcosa di buono e viceversa.
Ed è in un triste lunedì come tanti altri, dove ti accorgi che alla lunga non ci saranno nè vincitori né vinti,  dove l'eterna disputa tra caso e programmazione trova nella vita un'esaltazione senza pari.
Praticamente ogni giorno può essere visto secondo queste due visioni opposte ma legate tra di loro da un filo sottilissimo. Da un lato è solo la somma degli eventi a determinare un risultato che segue una logica pressoché irrazionale. Dall'altro, gli eventi si piegano e s'incurvano fino a diventare determinanti inchinandosi alla programmazione così com'è stata concepita.
Una visione totalitaria delle vita dove 1 X 2 non sono solo i segni della schedina, ma anche etichette, definizioni, maschere, come nella commedia dell'arte, dove ognuno recita la sua parte, giusta o sbagliata che sia.

venerdì 2 dicembre 2016

CORROTTI E CORRUTTORI

L'Italia non è mai stato un paese meritocratico e probabilmente mai lo sarà. Troppi interessi, troppi affari, troppo egoismo, accompagnati da uno strumento indispensabile quale la menzogna, cioè la capacità di sostituire la realtà con una personale visione.
E' un disegno criminale quasi inattaccabile, un sistema costruito ad arte da personaggi che hanno in comune una personalità caratterizzata da diffidenza e sospetto. 
Lor Signori presentano un certo fascino superficiale e una disinvoltura quasi surreale che li paragona ai migliori attori cinematografici che usano il linguaggio senza sforzo per confondere e convincere. 
Non è un romanzo criminale ma poco ci manca: riconoscere chi ci sta intorno può essere un arricchimento personale, e come diceva un mio caro amico "lo stalliere del Re deve conoscere tutti i ladri di cavalli".
Ma è sotto l'aspetto mentale che cercano di abbatterti, il tuo unico errore è stato quello di Decollare. Come in ogni Torre di Controllo, dove gli ordini si eseguono sempre, nessuno può prendere l'iniziativa.
Ma è in un Sistema Corrotto che lo Stato spreca i migliori talenti e uccide loro i sogni.
Sono pronti ad approfittare degli altri, e lo fanno in silenzio, come se tutto fosse normale.
Arrendersi mai, e ad ognuno la sua propria fortuna, augurandovi un domani migliore, dove se si chiude una porta si possa aprire un portone, dove talento e merito possano camminare a braccetto con opportunità e occasione.


"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido".

Einstein

giovedì 1 dicembre 2016

ASSENTEISTI PRESENTI

Sguardi assenti, occhi spenti, cuori infranti. Menti che vagano chissà in quale direzione, annientati da un malessere del 21esimo secolo. 
Pochi anni fa la nostra vita scorreva come un ruscello, oggi invece, l'unica cosa che scorre è lo schermo dello smartphone, una dipendenza mentale così forte che caratterizza ed etichetta la nuova Società come un agglomerato di persone pressochè assenti, risucchiati in un mondo virtuale che in realtà genera solo illusioni, dispiaceri, malesseri, incomprensioni e frustrazioni.
Un amaro senso di appartenenza riproposto su un gruppo whatsapp vuole sostituire rapporti veri, giochi di sguardi, sentimenti a pelle, comunicazioni verbali, dove l'essenza di tutto questo nasceva dal cuore e passava dalla testa.
La preoccupazione è che il nuovo millennio sta generando persone assenti, vuote, fragili, fredde, aggrappate ad una effimera e fugace vita virtuale dove tutto è concesso, dove tutto è concepito per rendere delle divinità persone che hanno evidenti problemi di socializzazione, disinnamorati di una vita che sicuramente va guardata da un'altra prospettiva.
Una vita contemporanea che ha bisogno di persone pensanti, dove le idee e il talento non possono mancare, dove l'estro, l'attitudine, la genialità e la fantasia fanno la differenza.
Ma in una fase come questa, dove manca la comunicazione, dove i rapporti sono sempre più tenui, in uno scenario costruito sull'interesse, il rischio che predisposizione, indole e dote non vengono riconosciuti è molto alto, e non sarà di certo Facebook, Instagram, Whatssap, Messenger a far progredire una generazione costruita sul rifiuto del sapere. 

mercoledì 30 novembre 2016

AD OGNUNO LA SUA CROCE

Nell'immaginario collettivo della Vita, si pensa che ci sono sacche di popolazione che vivono in modo agiato, dove il benessere prevale su ogni altra cosa. Le Star di Hollywood sono l'esempio che l'apparente stato di celebrità, di fama, di gloria, condito da ricchi contratti milionaria, non è altro che la maschera dell'insofferenza interiore. Sono tanti i Vip che nonostante soldi e successo sono caduti nel tunnel dell'alcol e della droga, altri invece hanno lasciato questa terra nel peggiore dei modi.
Lindsay Lohan
Se le Star di Hollywood non hanno saputo resistere alle pressione dei riflettori, anche i cosiddetti ricchi comuni hanno avuto i loro guai: Oscar Pistorius, il primo uomo senza gambe a partecipare alle Olimpiadi è stato condannato per omicidio colposo a cinque anni di carcere dopo che un tribunale sudafricano lo ha dichiarato colpevole di aver sparato alla sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp, nella sua casa nel febbraio 2013. 
Mike Tyson a soli 20 anni è diventato il più giovane campione dei pesi massimi. Ma la fama è durata poco. Nel 1992 Mike fu accusato di stupro e condannato a 6 anni di carcere. Il pugile è tornato sul ring dopo 3 anni di prigionia, ma è finito di nuovo nei guai quando ha staccato con un morso l'orecchio di un avversario. Oggi tira a campare come uno straccione dei tanti.
Diego Armando Maradona, il più grande calciatore al mondo ha vissuto la sua vita tra pallone, donne e cocaina, ma è riuscito a sopravvivere e rigenerarsi grazie ai suoi fans che lo hanno sempre amato e alla sua grande forza di volontà che gli ha permesso di curarsi.
Destino opposto per Marco Pantani, il ciclista romagnolo morto per overdose da cocaina in una stanza di albergo: il campione della montagna non ha mai digerito l'esclusione al giro d'Italia del 1999 per un valore di ematocrito superiore al consentito.
E poi ci sono i ricchi della porta accanto: personaggi strani, freddi, arroganti, prepotenti e superbi. Sono solo alcuni degli aggettivi da additare a codesti, ma a volte il valore di codeste persone è così basso da fare addirittura pena, Lapo Elkann solo per citarne uno.
Forse è il prezzo da pagare alla Vita che prima ti dà e poi per qualche motivo ti toglie.
Forse è tutto ma in realtà è niente, o semplicemente ad ognuno la sua Croce, ricco o povero che sia.

martedì 29 novembre 2016

GIORNO PER GIORNO

Ci sono persone che vendono emozioni, altre che regalano odio. La linea è sottilissima, difficile capire i primi e smascherare i secondi. E' come conoscere una donna su una crociera: la vedi, gli parli e t'innamori, ma quando arrivi al porto, ti dice che è stato un piacere. Adios.
E' il lungo e infinito binario della vita, vale la pensa viverlo così com'è, accettando gioie e dolori, amore e odio, ricchezza e povertà.
Rinunciare a vivere sarebbe da perdenti e vigliacchi, isolarsi ancora peggio: bisogna combattere e lottare, "giorno per giorno" come disse Silvester Stallone in Rocky 3 rispondendo alla domanda del suo generale che al ritorno  di una Missione in Vietnam gli chiese come avrebbe vissuto lasciando i Marines.
Giorno per giorno incontrerai brave e cattive persone: pensare di avere a che fare solo con dei Signori è utopistico, anche perchè i pezzi di merda sono in maggioranza. Devi pensare che la tua vita è come un binario ferroviario dove ci sono una coppia di rotaie: da una parte ci sei tu e le persone come te, sull'altra rotaia ci sono i falliti, i frustrati, i maledetti, i respinti, i diversi, i dissociati.
Ricordati che fate solo la stessa strada, ma tu hai un indirizzo diverso, quello dei giusti, gli altri invece, risponderanno personalmente delle proprie azioni, a suo tempo, senza fretta, come una lenta e interminabile agonia, come una legge di compensazione che regola questo mondo, o semplicemente un inesorabile epilogo di una vita vissuta senza rispetto per essa, Lei, la stessa Vita che alla fine ti presenterà il conto, e tu non potrai mai saldarlo.

UN AMICO E' PER SEMPRE

Ti ricordi quando eri Grande, ora sei un pò piccolino, ma se guardi oltre quel muro, tu sei sempre il Numero 1.
Tu in alto devi tornare, e nessuno ti può fermare, tutti insieme dobbiamo lottare, e tanta gente faremo sognare.
E non c'è donna che possa competere, e non c'è stella che brilla più di te, perchè mi basta sapere che è domenica, e che ritorno di nuovo da te.
Quando vedo quel manto verde, c'è una luce che si accende, ma non sarà solo un momento, perchè lì dentro sono contento. E non sarà un'avventura, compagno mio, umile creatura.
Di tempo ce ne sarà tanto, ogni persona avrà il suo Santo, e con desiderio e attrazione, raggiungeremo la perfezione.
Amico mio di mille battaglie, non c'è nessuno migliore di te, perchè mi basta sapere che ci sei, e la domenica vincerò per te.


UN SORRISO AL GIORNO

La mia ispirazione quotidiana non è il frutto di chissà quale immaginazione astratta che mi passa per la testa, semplicemente scrivo quello che il cuore mi detta.
A scuola si chiamava dettato, anche se in quel modo di scrivere non vi erano sentimenti.
Ed è forse per quella mancanza di sentimenti, in una scuola che ha perso le regole dell'educazione civica, in una Società che bada più all'apparire che all'essere, dove il materialismo ha stravinto la partita con la Vita, dove la famiglia ha perso l'essenza di questa parola stessa, ed oggi, martedì 29 novembre, in una fredda giornata autunnale, che raccogliamo i frutti avariati dovuti ad una semina fatta di errori, malintesi, abbagli, sviste, illusioni, inganni, inesattezze.
Oggi più che mani, i piccoli gesti d'amore rappresentano una ripartenza verso la Vita, come una rosa che vive in mezzo al deserto, dove il valore è ben più alto di quello apparente.
E da oggi, in un mondo triste, dove ognuno porta la sua Croce, regalare un sorriso può essere un piccolo gesto che nasconde un grande significato.

lunedì 28 novembre 2016

UNA QUESTIONE D'IMMAGINE

Per raggiungere degli obiettivi concreti e solidi nel tempo, oltre alla tecnica e alla tattica, oltre all'atletica e alla psicologia, esiste un aspetto ben più importante: quello morale.
Motivazioni, senso di appartenenza, volontà e sacrificio.
Ma se tutto questo è opinabile, si fa per dire, in uno scenario dove non vi è storia, nè competenza, nè capacità, e dove tutto viene ogni anno costruito e distrutto, dove l'unica cosa che conta è la sostanza e non la forma, dove vige la regola del tutti contro tutti, dove lo scenario stesso sembra un film di Cetto Laqualunque, dal titolo Qualunquemente, dove per nascondere abusi e soprusi formi un partito politico costituito da amici e amici degli amici, dove su ogni foto andrebbe scritto Wanted per tutte le cattiverie e immoralità che nel ( breve ) tempo avete disseminato, Voi, che Vi siete inventati un mestiere pur di apparire, senza sapere che alla platea apparite solo ridicoli, Nascondendovi dietro una persona che vi ha reso famosi e casti, a cui dovreste pagare i Diritti d'immagine invece di gettagli solo merda: ingrati.


venerdì 25 novembre 2016

UN'OSSESSIONE CHIAMATA CALCIO

Se dovessi descrivere me stesso, da scrittore amatoriale quale mi sento di essere, inizierei dicendo che Rosario Ligato è una persona metodica, ribelle, bipolare, ma sopratutto ossessionata.
Il viaggio nel suo mondo allucinato è un labirinto di emozioni. Una passione per questo Sport tramandata da un paese natio dove non vi era altro che calcio.
Non sembra avere la credibilità del guru, avvoltolato nelle sue tute da allenamento acetate, nei suoi piumini imbottiti che sembrano risucchiarlo. Però ha la scorza dura delle testuggini, e conosce il senso della rivalsa, come tutti i calabresi, i nati alle periferie della periferia, chi viene dalle campagne, dal mezzo del nulla.

Una narrativa di Rosario Ligato non può prescindere dall’utilizzo di termini che appartengono al campo semantico della bipolarità: eccentrico, ma anche metodico, ribelle, ma disciplinato, schiavo delle sue ossessioni fino alla paranoia. Più che uno dei maggiormente quotati allenatori di calcio giovanile, pare un maestro elementare harleysta, un frequentatore di sagre paesane, di quelli che passano le serate davanti alla giostra del pungiball per dimostrare, non si sa bene a chi, forse a tutti, quanto siano forti, o sottovalutati.

Analizzando la figura di Ligato viene da provare un po’ di compassione per quest’uomo catapultato in una spirale di rincorsa al successo, all’affermazione, che non parte da chissà quale brama di soldi o riconoscimenti, ma che sembra quasi un percorso di espiazione che affonda le radici nelle ferite purulente del rimpianto e del sacrificio.
Un'insoddisfazione di base che ha un principio psicanalitico nella delusione di non essere mai diventato un calciatore professionista, di non aver potuto avere la possibilità di calcare il campo della Reggina in Serie A.
C’è da intendere che una dedizione così completa e totalizzante al calcio possa provocare alcune distorsioni nell’interpretazione della quotidianità.

Trascendendo dalle derive paranoiche, l’approccio al calcio di Rosario Ligato è fortemente forgiato da un taglio educazionale. La sua promessa di gioco devoto allo spirito e al sacrificio, oltre a dei fondamentali valori come coraggio, testa e cuore, ha bisogno di formazione, o meglio di convincimento degli interpreti.
I suoi meccanismi, le sue strategie, si basano su quello che uno sente. E poi sull’assenza di obblighi e pressioni. L’educatore deve sviluppare stimoli: creatività, entusiasmo, allegria. Rosario Ligato non dà ordini: per educare bisogna sedurre.
Gli ordini, quando vengono impartiti, generano discriminazioni: fanno sì che qualcuno possa sentirsi migliore di altri, o peggiore. E la discriminazione genera risentimento, che è il peggior nemico dell’educazione.

Non abbiamo mai capito a fondo qual è l'essenza di questa esasperazione, Ai fini di questo ritratto di Ligato sarebbe anche irrilevante: piuttosto mi sono chiesto cosa sarebbe quel qualcosa di proibito che nella visione di Ligato manda avanti la sua vita. Forse è qualcosa di molto più intimo e meno plateale di quel che vorremmo, più sottile e cerebrale: qualcosa di non troppo inaccettabile, tipo la sua ossessione per il calcio, per il lavoro, per le sue convinzioni. Anche contro chi gli dice che sta sbagliando.
Infondo, Rosario Ligato è uno stile di vita, accettarlo vuol dire entrare in sintonia con il suo modo di pensare che in parte è anche il nostro, dove nella sua educazione sentimentale, il valore della persona viene prima di tutto, anche del calcio.


giovedì 24 novembre 2016

IL PIACERE DELLA SOLITUDINE

Mi sento da solo quando sono in compagnia, mi sento in compagnia quando sono da solo.
Chissà quante volte avete sentito questa frase. All'apparenza può sembrare una contraddizione in termini, un paradosso che non rientra nella realtà delle cose, uno standard non rispettato secondo i canoni della vita. 
La mia riflessione su questo argomento va sicuramente controtendenza: reputo una buona compagnia un valore aggiunto nel nostro cammino terreno, ma quanti di noi possono affermare con certezza di avere dei buoni amici? Vado oltre: mi capita spesso di visitare dei centri commerciali affollati di gente, ed è forse in quel momento che il sentimento della solitudine bussa nel mio animo, un richiamo interiore che merita di essere ascoltato, sopratutto quando sai che l'unico vero compagno di viaggio è il tuo cuore.
Ho cercato di suddividere la parola compagnia in 3 stadi: la prima è quella apparente, amici e finti amici tutti da scoprire, come quando apri un uovo di Pasqua, non sai mai cosa ci sia dentro.
La seconda è una compagnia dove non vi è valore affettivo, ho citato il centro commerciale come esempio, tu entri, cammini, osservi, ma è come se non esistessi.
La terza è una compagnia forzata, cioè quei luoghi dove convivi con delle persone dove hai in comune il lavoro, gli hobby, gli svaghi, lo sport. Questo è lo stadio peggiore della compagnia, affiorano sentimenti di invidia, gelosia e quant'altro. E' un sopportarsi uno con l'altro al fine di raggiungere un quieto vivere, ma dentro di te sai che qualcosa non va. Sei solo e devi pure difenderti.
E' qui nasce il piacere della Solitudine, sai di essere solo, ma nello stesso tempo ti senti padrone del mondo. Non è una solitudine forzata, anzi, sei aperto al mondo, ma sei tu l'arbitro della vita.
Da qui una frase magica: io non so quale sia la ricetta per vincere o perdere, so solo scegliere con la mia testa.

mercoledì 23 novembre 2016

QUEL LUNGO BRACCIO DI FERRO TRA BENE E MALE

Ogni giorno tocchiamo per mano queste 2 facce della medaglia che cercano di prevalere uno sull'altro come un lungo braccio di ferro che dura ormai da millenni.
Se tutto ebbe inizio nell'antichità con una fredda lotta per la sopravvivenza, l'evoluzione umana ha portato con se tanti anelli deboli. Il work and progress tanto auspicato dalle popolazioni che nel tempo hanno raggiunto una propria identità geografica, politica e culturale, se da un lato ha portato benessere, dall'altro ha permesso al malessere interiore di raggiungere un picco inversamente proporzionale rispetto al miglioramento delle condizioni generali della vita.
Possiamo affermare che le grandi guerre delle generazioni passate, e le liti tra vicini di condominio dei giorni nostri hanno molto in comune.
Vorrei però distinguere le guerre che puntano al potere con tutte le altre forme di cattiverie dettate sopratutto da un'interiorità dove il male ha invaso tutti gli organi. 
Se il bene è professato dalla Chiesa o da persone che nel tempo si sono distinte per l'alto senso di moralità, il male è rappresentato da Satana che si manifesta tra le gente comune e s'impossessa dei loro cuori rendendoli duri e freddi come una lama d'acciaio appuntita, pronta a colpire chicchessia pur di ottenere un'apparente beneficio.
E' un braccio di ferro continuo, il bene da una parte, il male dall'altra, in una sfida impari che non avrà mai vincitori nè vinti, ma solo brave e cattive persone.


martedì 22 novembre 2016

UNA DONNA AL TUO FIANCO

Se la Fede in Dio è un'ancora di salvezza nel nostro cammino terreno, l'affetto per la persona amata non è da meno. Il calore della sua pelle e le sue mille attenzioni ti illuminano d'immenso, e tu, spoglio di ogni cosa, capisci che l'unica cosa che conta è la felicità.
Per anni hai trascurato il tuo amore per far contenti gli altri, i quali, sfruttando la tua immagine hanno beneficiato di piccoli istanti di spensieratezza, mentre a te, i pensieri ti hanno logorato.
Per far contenti gli altri sei rimasto scontento tu, ed è in quei momenti che ti rendi conto quali sono i veri amici, pochi, e chi invece ha visto in te solo un'opportunità, molti.
E tu, eroe solitario, ti ripari tra le braccia della tua donna, consapevole del suo amore incondizionato e del suo cuore che batte per te come il motore di un trattore al minimo.
Circe, Calipso, Nausicaa, Penelope, le bellezze dell'Antica Odissea, a testimonianza che dietro un grande Eroe c'è sempre una grande donna.

lunedì 21 novembre 2016

UNO CONTRO TUTTI

I mesi non passano mai, ma gli anni volano. E tu, attorniato dai tuoi amici e parenti, percorri un cammino apparentemente fluido e senza intoppi.
Sono gli anni del "tranquillo siam qui noi", del cielo che è sempre più blu; di chi non mangia in compagnia non è figlio di Maria.
Col passare del tempo ti accorgi che la tua vita si stringe a forma di imbuto, e man mano che vai avanti le responsabilità aumentano, le scelte si fanno sempre più complicate, e ad ogni azione corrisponde una reazione.
Sei entrato nel campo dei giudizi, il primo a valutarli sarà il tuo professore di università: inizi ad assaporare l'aria della solitudine, e la sola cosa che ti fa compagnia è il tuo sapere.
Ma se l'Università rappresenta l'inizio, in tante tappe della tua Vita ti accorgerai di essere solo: da aspirante ai concorsi o da impiegato a lavoro.
Soli contro tutti, come i fratelli bianco e nero che vivono in strada sognando una casa al mare. Orfani e senza meta i 2 fratelli si separano per sfuggire al Serpente. Dopo anni di sacrifici, stenti, miseria, torture e sevizie, i 2 riescono a scappare. Bianco e Nero si ritroveranno per caso a Torino il 1 novembre del 1987 e dopo un abbraccio interminabile fonderanno la Juventus.
A volte, quando pensi che sia finita, un amico ti cambia la vita.

LA VITA E' UN'EMOZIONE INFINITA

Il titolo di un post è sempre qualcosa di importante, fa richiamo, sintetizza l'argomento che sarà trattato. Preavvisa il lettore di un racconto affascinante, ricco di curiosità da scoprire, o semplicemente da leggere.
Facendo spesso delle riflessioni, ho capito che la Vita terrena è un'emozione continua, positiva o negativa che sia.
E' già al risveglio che proviamo i primi sentimenti, il morale è sempre diverso. Cosa influenza tutto ciò è una storia infinita, è la Vita.
Non conosco nessun angolo di terra dove mancano le emozioni, una frase piuttosto banale  e scontata ma che merita di essere approfondita. Anche nell'arido deserto africano, un caldo vento di sabbia diventa il primo compagno del Nomade.
E' una continua evoluzione di emozioni che s'intrecciano tra di loro mescolando sorrisi e lacrime, gioie e dolori, amore e odio, in un disegno di vita chiaro, preciso e concreto, dove ognuno di noi appare debole o forte a seconda del livello di sensibilità che ha nell'animo.
E se la Vita è la cornice della nostra esistenza, le nostre emozioni sono la Vita stessa, ed è per questo che dobbiamo viverla come una gioia infinita, la Vita.

giovedì 17 novembre 2016

L'ERBA DEL VICINO E' SEMPRE PIU' VERDE

Apprezzare e disprezzare è un sentimento che la maggior parte di noi sente per qualcuno. Ma è sempre dietro un'imprevisto o un ostacolo che la parola disprezzo prende la sua forma più grande.
Questa parola vuole dire "dare poco valore alla persona". Dis Prezzo significa sotto: è usata soprattutto dai vigliacchi per delegittimare il lavoro altrui, come dire "l'erba del vicino è sempre più verde.
In realtà il disprezzante critica qualcuno per nascondere il desiderio di essere capace quanto lui e abbassarne a proprio vantaggio il valore.
Codesto, usa questa tattica per arrecare danni agli altri e uscire dall'ombra dell'anonimato. E' la tecnica degli arrivisti, che pur di raggiungere i loro scopi, non esitano a giocare a scaricabarile evitando di assumersi qualsiasi tipo di responsabilità per apparire puri e casti alla platea giudicante.
Chi apprezza invece sarà apprezzato, è la vita che lo dice nella poesia del suo infinito. Come una legge di attrazione che richiama i forti con i forti e i deboli con i deboli.



SEMPRE AVANTI

Claudio Gentile non era buono per giocare a calcio e nemmeno Icardi, parola dei Direttori Sportivi del Varese e dell'Inter, nella fattispecie Sandro Vitali e Marco Branca.
Gentile è stato uno uno dei migliori difensori della Nazionale Italiana, campione del Mondo al Mondiale di Spagna del 1982, mentre Maurito Icardi è il bomber dell'Inter, ma qui siamo nell'attualità e ognuno di voi può osservare da vicino quando sia bravo il talento dei nerazzurri e della nazionale Argentina.
In ogni articolo che propongo c'è una morale: non fidarti mai del giudizio di una persona che occupa un ruolo più alto del tuo, nella migliore delle ipotesi vuole farti le scarpe, nella peggiore invece non sa nemmeno di cosa sta parlando, specialmente nei dilettanti, se di Sport si tratta.
Sempre avanti dunque, verso un'unica direzione. Non cercare di essere migliore degli altri, ma sii la migliore versione di te stesso.

mercoledì 16 novembre 2016

FREDDO GELIDO DA NORD

Se pensi al freddo nel vero senso della parola non farai altro che fermarti alle apparenze, se vai oltre troverai questa parola molto più complessa di quanto sembra.
Il vero freddo non lo senti quando la temperatura è sotto lo zero, il vero freddo lo senti quando sei da solo, quando i rapporti col vicinato sono tenui, e quando l'unico referente è la tua penna.
Se dalle basse temperature puoi rimediare con una coperta, col freddo interiore ci puoi solo convivere: tanti anni fa la Freccia del Sud, il cosiddetto treno Siracusa - Torino collegava le 2 estremità dell'Italia, un viaggio lungo e faticoso. Era il treno della speranza, si viaggiava sui binari della fede, ogni persona con la propria storia. 
Molte volte incrociasti i loro sguardi, e dai loro occhi intravvedesti il sole. 
Ma è solo una piccola parentesi, i giorni son lunghi e ognuno  ha altro a cui pensare. Non ce l'hanno con te, ti rendi conto che è solo un modo di vivere, il loro modo di vivere, tu sarai sempre un diverso.
Si dice che in un paese lontano il freddo è così intenso che le parole si congelano non appena vengono pronunciate, e dopo qualche tempo si sgelano e diventano udibili, come se le parole pronunciate in inverno rimanessero inascoltate fino all’estate. Purtroppo qui le stagioni sono tutte uguali, e le parole rimarranno sempre inascoltate. Torino 16 novembre 2016

PRIMA TU, POI TUTTO IL RESTO

Il suono della sveglia ti dice che un nuovo giorno sta per iniziare, in 5 minuti ti vesti indossando sempre lo stesso maglione, esci di casa e ti mescoli con la massa che incroci in ogni direzione: è la routine della quotidianità media italiana.
Devi vincere anche questa partita, e se chi ti circonda non ti dà soddisfazione, devi rafforzare le tue idee giuste o sbagliate che siano.
Negli anni avrai capito come funziona questo sistema, corrotto e colluso, il tuo buonismo non ha pagato, anzi, ti si è ritorto contro, ed è questo il momento di mettere la tua persona un gradino sopra gli altri: prima tu, poi tutto il resto.
Un pò come fanno gli uomini d'onore che in fin dei conti vogliono bene prima a se stessi: occhiali firmati, girocolli d'oro, macchine fiammanti, vestiti da capogiro. Un amore per la persona che va aldilà di ogni protocollo psicoterapeutico, un desiderio di un Io superiore che colma qualsiasi vuoto interiore. 
Non è un discorso motivazionale, ma poco ci manca, e ricorda, quando la mattina il suono della sveglia interrompe i tuoi sogni, scendi dal letto come un leone, vedrai che nessuno ti potrà fermare.

martedì 15 novembre 2016

UN CAMMINO IMMORALE

E' lodevole che tu gestisca qualcosa di importante, sicuramente lo fai con tutti i migliori auspici. Con i tuoi occhi vedi che tutto funziona ma non è così. Con le tue orecchie senti che tutto funziona ma non è così. Dall'alto del tuo Ego pensi che tutto funziona ma non è così.
Sei il primo tassello di questa Piramide ma in realtà è come se fossi l'ultimo.
Giuda è accanto a te, ma tu consapevolmente preferisci Giuda ai giudei, pensando che il primo ti può solo fregare, i secondi potrebbero farti la pelle.
E tu, da vigliacco che sei, scegli il male minore, percorrendo un cammino immorale che lascia per strada i resti della tua incompetenza, mascherando di fatto, i segni della tua sofferenza interiore e cerchi di stare a galla, senza renderti conto che stai galleggiando nella merda.

SE NON FAI ATTENZIONE, CIO' CHE PIU' DESIDERI, FINISCE PER DISTRUGGERTI


La vita non ce la fa a tenere insieme i tuoi desideri più importanti,
non so perché, sono troppo forti, fa uno sforzo mentale troppo grande, quello che vuoi con tutto te stesso finisce per volere te, ti cattura e ti mette in una gabbia invisibile. Così diventi schiavo di un pensiero, ti annebbia il resto, non ti permette di accorgerti più di altro, ti toglie le forze, ti affonda i domani, uno dopo l’altro. E alla fine, se non fai attenzione, ciò che più desideri finisce per distruggerti.
Ci metto molto tempo prima di decidere di andarmene ma quando vado via, non torno più. Però ogni volta che torno qui non posso fare a meno di pensare al futuro e a quello che sarà. Io lo vedo come immenso amore per la vita. Il resto è solo un dettaglio

LE TUE IDEE NON TRAMONTANO MAI

Volevo essere scelto come si sceglie una cura preziosa che ci salva la vita dalle solite intossicazioni da sentimento avariato. Eppure qualcuno dice che la vita tiene insieme solo le cose davvero importanti, dice che le cose deboli non ce la fanno. Forse invece le cose più grandi di noi le vediamo da lontano. Sono enormi, gigantesche, si avvicinano. C’è un attimo, un impercettibile attimo in cui è ancora possibile voltare l’angolo, poi non più, poi ti travolgono e non puoi privartene senza un pesante bagaglio di sofferenza. Cioè, io dico, speriamo di trovare per tutta la vita qualcosa di incontrollabile e poi? Quando arriva cerchiamo di ridimensionare le misure per non farci vestire e investire dal nuovo. Tutti questi rapporti tiepidi che vedi in giro non sono altro che la paura delle scottature. Noi due potevamo scottarci ma anche abbronzarci d’infinito. Sai che vuol dire abbronzarsi d’infinito? Significa arrivare nel punto più alto e mentre sali smettere di guardare giù. Significa aprire le finestre, accorgersi di un’alba magnifica e strapparla al mondo con un morso di vita. E invece non c’è niente di più triste che assistere al tramonto di un sorriso.

FUMARE FA MALE

Sono anni che vuoi smettere di fumare ma è tutto quello che hai.
Compagna di mille battaglie, la sigaretta ti porta indietro negli anni, e mentre spulci tra i tuoi ricordi, riaffiorano gli anni più belli della tua vita.
Oggi un po' di cose sono cambiate, sei padre di una generazione di fenomeni,  quegli stessi fenomeni a cui non sai dire di no pensando di essere il genitore migliore. No, non lo sei, fallo crescere con le sue gambe e forse un giorno ti ringrazierà. Il buonismo non ha mai pagato, e non è giusto illuderlo che un giorno possa fare il calciatore. Forse farlo studiare e insegnargli educazione e rispetto è la cosa migliore che puoi fare.
La sigaretta sarà solo un ricordo, del resto, anche il western è finito, e quanti sentimenti insieme a lui.

IL MIGLIORE

Ci sono momenti dove lo sconforto per il mancato raggiungimento di un obiettivo è così forte che vorresti mollare tutto. E' una sensazione passeggera che andrà in archivio come una fase di vita non proprio brillante, ma tu, consapevole dei propri mezzi, vai avanti più forte di prima.
Le persone che ti stanno intorno cercheranno di farti perdere le tue certezze, inconsapevoli che l'unica loro certezza eri proprio tu.
Ma una cosa stimabile non può essere apprezzata degnamente se non da quelli che ne conoscono il valore, e qui di gente di valore vi è ben poca.
Forse saranno rispettati per i soldi che hanno e non per le persone che sono, tu invece andrai avanti sempre a testa alta, con la ricchezza nel cuore e con la consapevolezza di essere quello che sei: il migliore.

L'ESASPERAZIONE DI UN CONCETTO DI VITA PRIVO DI SOLIDE BASI

Quando sei un bambino guardi la vita in modo diverso, la immagini bella, spensierata, divertente, ti sembra di essere in Paradiso. Trascorri le giornate giocando a calcio con gli amichetti del quartiere, o facendo un giro sulle giostre. Poi viene l'estate e il richiamo del mare è così forte tanto da convincere papà e mamma a portarti tutti i giorni. E' un'isola felice l'infanzia di un ragazzo, stupenda e ricca di emozioni positive, la tristezza non esiste, conosci solo la parte più bella della vita: il gioco, il divertimento, la protezione di una famiglia alle spalle e la serenità di avere 12 anni.

LA DECADENZA DEI VALORI MORALI

E' facile immaginare un futuro roseo, la tecnologia va sempre più avanti, cellulari che parlano, televisori che cambiano canale con un semplice messaggio vocale. Tutto così bello, è come se vivessimo la nostra vita in un film di fantascienza. Ed è proprio questo concetto di derealizzazione che ci sta portando fuori strada, vivere una vita diversa dalla realtà e percepeire in maniera distorta il mondo esterno può essere un grosso campanello d'allarme per la società.

IL VALORE DELLA MUSICA

La musica è quella cosa che non si tocca e non si vede, ma è presente nella quotidianità dei nostri giorni facendoci sognare ancora. Quel sogno che comincia da bambino e che ti porta sempre più lontano.
Vi ricordate le notti magiche, inseguendo un gol, sotto il cielo di un'Estate Italiana.
La vita è soprattutto musica, la musica è vita: un binomio inscindibile, un connubio magico. Un mondo senza musica non riusciamo proprio ad immaginarlo.

EQUILIBRIO TOTALE

Tantissimi anni fa, un essere soprannaturale decise di creare il mondo, la vita, l'uomo:
Lo creò a sua immagine e somiglianza e lo gettò su questa Terra senza distinzione di razza, religione, lingua, orientamento sessuale.
Dio lasciò l'uomo libero di agire, di fare, di costruire. L'evoluzione è stata costante, rapida, veloce;
l'essere umano ha colonizzato il Mondo, cambiando in modo radicale gli ecosistemi, trasformando boschi in città, foreste in fabbriche, pianure in aeroporti.
L'uomo con la sua intelligenza è riuscito a stravolgere la propria vita, grazie ad invenzioni stupefacenti e idee meravigliose. L'evoluzione tecnologica ha toccato livelli inimmaginabili, le comodità sono aumentate a dismisura. Oggi comunichiamo col telefono a distanza di chilometri, inviamo documenti tramite fax in ogni parte del mondo, abbiamo la televisione, il computer, skype, messenger.

UN UOMO SOLO AL COMANDO

Col passare degli anni l'uomo sta cambiando radicalmente il modo di vivere: la voglia di primeggiare a ogni costo e la frustrazione che ne deriva se certe ambizioni vengono disilluse provocano danni esistenziali non indifferenti.
L'essere umano ha raggiunto livelli straordinari in tanti campi: medicina, scienza, tecnologia, ma ho la sensazione che questo stato di benessere si scontri con le nuove generazioni. Quest'ultime vivono una situazione paradossale che si è creata automaticamente.
Ma è davvero possibile che il benessere generi sentimenti come superbia, ipocrisia, pregiudizio, fragilità interiore, depressioni, avarizia, egoismo, invidia, distacco, indifferenza, solitudine? Evidentemente si. La vita è come una coperta, se la tiri verso l'alto lasci scoperti i piedi, se la tiri verso il basso lasci scoperta la testa.
Oggi come oggi, un bambino cresce con l'idea che tutto è dovuto, e come la vita presenta i primi ostacoli nascono le prime sofferenze, le paure, le delusioni.

UN DIFENSORE EPOCALE

Sotto le mura di Troia Ettore sapeva di dover combattere contro un 
semidio. Ma non indietreggiò di un millimetro, pur nella consapevolezza di 
un esito segnato. Quello con Achille non fu un duello, ma il duello. Impari, 
per la limitatezza umana, avvincente per l'orgoglio del troiano che accetta 
una sfida già persa. Ma combatte. Pur in un contesto dove le regole gli 
sono avverse, dove i vantaggi sono solo di altri.

FRANCESCO TOTTI

Quanto amore via con Lei....
Hai fatto il centrocampista, l'esterno, la punta, la mezz'ala. Hai iniziato a giocare nella Roma e finirai la tua carriera con Lei, come un figlio che ama la sua Mamma, sempre e comunque, ogni giorno, in eterno. Sei diventato una bandiera, sei entrato nella storia di questa squadra che rappresenta la Capitale d'Italia. Quanti brividi hai regalato; Dalle Pelle al Cuore canta Venditta, come un amore che non finisce mai; tu Chiamale se vuoi Emozioni cantava Battisti, come quelle che fai vivere ogni domenica ai tuoi tifosi. Francesco Totti canta la Curva, perchè tu sei la Roma, con onore, rispetto, dignità, quella che hai tu ogni volta che scendi in campo, con Stile, con umiltà nonostante uno score da fare paura, come un leader quale sei.
Non hai vinto niente dicono gli invidiosi, peccato (per loro) che sei stato il giocatore più forte al mondo dico io. Chapeau Francesco

I DISVALORI DELLA VITA

C era una volta un piccolo mondo antico a misura d uomo, il quale viveva in simbiosi con la natura, con essa anche in modo spirituale. Piccole cose in cui la vita era una conquista non sempre certa, ma alla quale si aspirava per le bellezze che sapeva donare. Oggi quel mondo non C è più, rinnegato, ucciso e sepolto sotto cumuli di rifiuti e di disvalori. La vita, abbandonata dal suo stesso spirito, ha perso la sua dimensione di conquista divenendo un fardello fine a se stesso, priva di fascino, priva di aspettative, e priva di orizzonti da rigettare nella ricerca del più riposante Nulla. Solo riscoprendo il nostro passato si potrà guardare al futuro, altrimenti sarà sempre più dura.
Saluti

IL TRAMONTO DEL CINEMA

Spartacus in letargo. Maciste, Ercole e Sansone nei meandri del passato, con Bud Spencer e Terence Hill passati a miglior vita. Senza dimenticare il grande western: impiccalo più in alto diceva qualcuno, sempre e comunque per qualche fottutissimo dollaro in più. E si, c era una volta il West, adesso ci è rimasto il buono, il brutto e il cattivo: Messi, Neymar e Suarez.
Ma nessuno può colpire duro come fa la vita, e allora ben venga Rocky Balboa, lo Stallone Italiano.
Ma non finisce qui, chi può dimenticare il militare per Eccellenza, sua maestà Rambo in ogni sua sfumeggiatura che da solo vince la solitudine dei numeri primi. Generale la guerra è finita canta De Gregori, tristezza e malinconia di una storia vera trasformata in lacrime con il grande e inaffondabile Titanic. E come ogni storia che finisce anche l Estate se ne va, e con lei tutte la serie dello squalo.
E già, com era bella la televisione, quando anche i cartoni animati avevano il suo valore. Adesso anche il grande cinema attraversa la sua crisi, non sono bastati Osso, Mastrosso e Carcagnosso a rappresentare mafia, Ndrangheta e Camorra, Saviano vendico un'altra emozione ti prego. La Palermo Milano solo andata ha stancato tutti, basta, ecco perché oggi vanno di moda gli aerei.

LA FELICITA' DEI PAZZI

Il titolo di un capolavoro è sempre l'identikit di cui si andrà a parlare nel testo. In gergo si dice che "coglie l'attenzione".
Potrebbe affondare i curiosi in una lettura forzata, cinquanta ( 50 ) secondi rubati al senso di spensieratezza che travolge ognuno di noi in svariate occasioni della nostra interminabile giornata. Come dire, "oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento" è la stessa cosa. Spenti, stanchi, demotivati, insofferenti, indifferenti, quello siamo noi, umili vittime dell'epoca moderna. Il "noi" è generico, nel senso che se andate a comprarlo in farmacia costa meno.
Ma se la priorità di oggi è far passare il tempo, ben vengono i titoli di leggopuntoit: "Il Marito torna a casa da lavoro e trova una bella sorpresa". E la nostra immaginazione sale, pensiamo già a una donna nuda con l'amante, invece sarà tutt'altro. Ma aprilo sto c...o di link no.
E invece no, siamo talmente pigri che del link non ce ne frega niente, andiamo a leggere sui commenti per vedere se capiamo qualcosa. Ma figurati, se avessimo capito come funziona la vita non staremmo a perdere tempo con il marito che torna da lavoro o con la moglie che in precedenza l'abbiamo immaginata nuda con un altro.

EFFETTO PLACEBO

Interno ed esterno non è solo un modo di calciare una palla. Questi due termini hanno un significato univoco per una serie interminabile di cose, astratte o reali poco importa.
Col passare del tempo ho imparato a conoscere nuove cose, all'età di 10 anni ho scoperto che la treccani non era una cuccia per animali bensì un'enciclopedia. A 15 anni ho capito come mai molti ragazzi/e non conoscevano il padre, erano stati concepiti in discoteca. A 20 invece mi dissero che se non imiti non vivi, allora decisi di emulare Rambo e mi arruolai nell'esercito. Anni dopo scoprì che quella frase fu detta da Raffaele Morelli, lo sto ancora cercando per un risarcimento, altro che Rambo.
Ma il genio e la follia hanno sempre una cosa in comune, vale a dire il cervello.
Ma se il genio è una scintilla, la follia è un vulcano, ed ecco allora il compromesso perfetto, il connubio indissolubile per antonomasia, e cioè l'effetto placebo: non avere una lira e pensare di essere ricchi, chi vi potrà mai accusare di essere matti?

LA MIA CLASSE

Il primo giorno di scuola.
Mi sveglio d'un tratto, il binario del sonno viene interrotto anzitempo da un suono accomodante. Non è la sveglia ma il canto del gallo. Sono le 4 di mattina, un orario indecente per uno scolaro, e allora mi rituffo nel letto e attendo gli eventi.
Non è facile riprendere sonno, tra poche ore ricomincia la scuola. I miei pensieri vagano come vagabondi tra le vie.
Nel frattempo è arrivata l'ora, un'emozione mi travolge, sarà l'effetto ignoto dico a me stesso. E poi parto, come un uccellino che cade dal nido. Assaporo il preludio del primo giorno di scuola. Ma l'attesa del piacere, non è essa stessa il piacere?
Compagni, insegnanti, bidelli a fare da cornice ad un periodo della mia vita che un giorno lo classificherò come uno dei più bei ricordi.
Sarò un bravo studente prometto alla mamma, ma sarà veramente così?
"Datemi i primi 4 anni di un uomo e ne farò un perfetto soldato di Dio" dicevano i preti. E allora spero di aver avuto un imprinting positivo.
Mi fermo sulla porta della mia fragilità ma il suono della campanella mi sussurra una frase: quando pensi di non farcela fare un altro round è una cosa che può cambiarti la vita.
E beh, non è cosa da poco.
Buona scuola a tutti

SULLE ALI DELL'ENTUSIASMO

"Un giorno all'improvviso, m'innamorai di te. Il cuore mi batteva, non chiedermi perché."
Il pezzo sopracitato è il tormentone del momento che spopola nel mondo ultras, un pezzo clonato dalla canzone dei Righeira del 1985 con titolo "l'estate sta finendo".
Diversamente uguali, questi ragazzi che vivono la loro passione 90 minuti alla settimana, allontanati da uno Stato assente, ma uniti da un senso di appartenenza che li accomuna e li fa sentire più vivi che mai.
Storie diverse che s'intrecciano la domenica pomeriggio sui gradini di una Curva.
Molti di loro non hanno una laurea e nemmeno un pezzo di carta, ma hanno frequentato le migliori università della vita: strada, ospedali, galere. Chiamateli dottori.
Cultura e intelligenza non sempre vanno d'accordo, a volte si avvicinano, si toccano, cercano di mescolarsi in un'unica cosa, proprio come il mare e il cielo all'orizzonte.
Solo che il mare rimane il mare e il Cielo rimane il Cielo.

FELICI E SCONTENTI

E finsero felici e contenti.
Nel lungo viaggio verso l'Apice ti capita di soffermarti e guardare il tuo cammino. Fisiologico direi. Come un ciclista che soddisfatto rivive i suoi tornanti.
Dalla piccola rampa di casa tua che allietava la tua infanzia, alle ripide salite dell'Everest, sempre in ascesa, con una poesia del Pascoli che scorre tra i pensieri come un ruscello tra le valli.
È bene seguire la propria inclinazione, purché sia in salita, ma è anche meglio realizzare una buona idea che trovarne una migliore.
Da qui la consapevolezza che lettere e filosofia non è una materia così lontana dalla matematica.
E sì perché nell'immensità dei numeri ne concepisco solo tre ( 0 - 1 e molti ).
A ognuno di voi le giuste interpretazioni. Io cerco di diventare quello di mezzo, anche se chi ti sta affianco non brilla per moralità.

DA 0 A 100

In questi ultimi giorni il dibattito politico è orientato verso il medio-oriente. Sarà guerra all'Isis?
Le dinamiche politiche sono troppe volte paradossali, e noi umili civili non possiamo fare altro che attendere gli eventi e gli sviluppi di questa inerzia che ainoi va avanti da secoli.
Il problema principale, però, ritengo non sia la guerra in se, ma l'incapacità dell'essere umano di comprendere che nella nostra parentesi di vita terrena non ci dovrebbe essere cattiveria alcuna.
Ho voluto intitolare il pezzo con "da 0 a 100" perché è la speranza di vita di ognuno di noi su questa terra, un tempo infinitamente piccolo in relazione all'infinito dell'umanità. Una condizione che dovrebbe porre l'essere umano a ragionare in modo diverso, evitando di cadere nelle trappole dell'odio, del rancore, dell'egoismo, e di tutte le cattiverie possibili e immaginabili.
Questo non succede perché l'essere umano è mediocre, troppo piccolo di fronte ai grandi pilastri che dovrebbero sorreggere questo mondo: educazione, rispetto, lealtà, perdono, pace e amore verso il prossimo. Tutti valori che nascono dal cuore e che nessuna religione può insegnare, se non a posteriori.
Con rispetto
ErreElle

LO SCRITTORE CHE FUI

Torino 23 giugno 2016 - Ci sono periodi dell'anno dove ti fermi a riflettere, giorni dove sei bloccato a casa dall'influenza, dove la routine si ferma e lascia il posto a pensieri di ogni genere.
C'è chi patisce e soffre in silenzio, c'è chi con un post esterna i propri sentimenti. C'è chi pensa di non essere all'altezza, ma non è così, perchè i cuori puri e umili possono raggiungere qualsiasi obiettivo.
I cuori puri e umili saranno premiati, ne sono certo.
In questa vita terrena a volte siamo attratti dal materialismo, un sentimento inconscio che ha radici lontane, dove fin dai primi secoli il denaro ha inondato questo mondo di contenziosi macchiati di sangue, molto sangue, tanto sangue.

CIAO BUD

Il Work in Progress della televisione di Stato è ormai troppo evidente. Si cerca di colmare il gap con il colosso di Murdock, nemmeno la Serie Gomorra è così appassionante come il Ballaró del martedì sera. Prodi, Feltri e Trefiletti hanno sicuramente più appeal di Gennaro Savastano, Don Pietro e Ciruzzu Immortale.
E per noi, amanti dei Big Match, non poteva mancare la grande sfida tra Bruno Vesta con Porta a Porta e l'intramontabile Maurizio Costanzo Show. Probabilmente perderanno entrambi, specie se gli ospiti si chiamano Elsa Fornero da una parte e Fabrizio Corona dall'altra.
L'ultima chicca, però, è tutta della televisione pubblica: una trovata che non lascerà scampo ai rivali, colossi o TV private che siano. Quale? Mandare in onda la pubblicità nei 3 canali di Stato simultaneamente.
Come risponde Mediaset?
"Chi trova un amico trova un Tesoro"
Ciao Bud

TRA L'INCUDINE E IL MARTELLO

Oggi, questa metafora, vuole rappresentare un dubbio, un'incertezza, un "questo piuttosto che quello", una posizione intermedia in attesa di movimento verso i due estremi, opposti tra di loro. Tanti anni fa invece, l'incudine e il martello erano una tattica, chiamata appunto: "La tattica dell'incudine e martello". Fu inventata da Alessandro Magno, (dal latino Magnus che significa Grande) detto anche: Alessandro il Conquistatore, nonchè Re di Macedonia, Re dei Re. Alessandro Magno è stato uno dei più grandi conquistatori, nonchè un abile stratega.

PARADOSSI DI VITA

Sicuramente l'eliminazione della nostra Nazionale è stato un argomento molto discusso in questi giorni. Ma io mi chiedo: ha ancora senso parlare di calcio dopo la strage di Dacca?
Secondo me no.
Morire in quel modo, da innocenti, vittime di un odio che non ha ragione di esistere. No, non si può accettare.
Un mondo che viaggia al contrario, dove il Dono della Vita si scontra con la follia delle "bestie di Satana", non saprei come altro definirli.
Sono triste, deluso e amareggiato: non posso pensare che nel 2016 ci siano fazioni che inneggiano ad una guerra che in realtà nessun Dio vorrebbe.
La vita, che Dio ci ha dato, è un dono così prezioso e grande quanto l'intera umanità.
Mi piange il cuore assistere, inerme, ad una ormai quotidiana carneficina, impotente di fronte a questa ideologia folle di un gruppo ampio di bestie che stanno distruggendo un mondo già distrutto da altri problemi.

LA MIA TERRA

Non è una vacanza, non sarà una villeggiatura, ma semplicemente un ritorno a casa.
E' sempre un'emozione, una gioia immensa, una diversa ma costante avventura che ogni anno affronto con grande piacere: tornare nella mia Terra, dai miei cari è qualcosa di molto speciale per me, che da ormai 11 anni pendolo da Sud a Nord.
A Torino la mia seconda casa, colgo l'occasione per salutare gli amici della città della Mole che mi hanno accolto con tanto affetto.
Ma è alla mia Terra che devo tanto, soprattutto i ricordi migliori: quel bambino che giocava spensierato, figlio di una terra così bella quanto difficile, ma che comunque conosce bene le regole della vita, dove valori e onore vanno sempre a braccetto, e soprattutto quegli amici che non ti tradiscono mai.
Ogni anno mi prometto di tornare una persona migliore, ma soprattutto ringrazio tutte quelle persone che mi aiutano a diventare una persona migliore.
Ciao a tutti

COME CAMBIARE LA SCUOLA

La società occidentale sta cambiando continuamente e repentinamente. La giornata “tipo” del bambino di oggi è diversa da quella del suo coetaneo di venti, quindici, dieci anni fa. Le caratteristiche principali di questo cambiamento riguardano le situazioni che egli vive: gli spazi liberi utilizzabili per giocare sono sempre di meno ed il tempo a sua disposizione viene speso in prevalenza per attività nelle quali il movimento è una componente marginale. Questa purtroppo è una costante della maggior parte degli ambienti da lui vissuti, sia nelle ore trascorse a scuola che in quelle appartenenti al cosiddetto tempo libero.

INTERAZIONE SOCIALE

A volte si pubblicano foto e stati d'animo creando un rapporto tra noi e il mondo esterno che ci porta ad avere delle emozioni.
Ognuno ha il suo modo per interagire con gli altri, io utilizzo questo strumento soprattutto ad uso sportivo. Dentro di me, però, ci sono mille pensieri che difficilmente esterno.
In questi giorni il mio pensiero era rivolto alle vittime del sisma di Amatrice e dei paesi limitrofi.
Una tragedia che ha urtato la mia sensibilità. I media hanno raccontato molto della catastrofe che si è verificata quella maledetta notte del 24 agosto del 2016, ed io non ho altro da aggiungere, se non un pensiero speciale alle vittime sperando che possano riposare in pace nell'alto dei cieli, e ai superstiti che in questi momenti drammatici hanno bisogno di noi.
Dov'è Dio? Dov'è l'uomo direi.
Buona domenica a tutti