martedì 15 novembre 2016

EQUILIBRIO TOTALE

Tantissimi anni fa, un essere soprannaturale decise di creare il mondo, la vita, l'uomo:
Lo creò a sua immagine e somiglianza e lo gettò su questa Terra senza distinzione di razza, religione, lingua, orientamento sessuale.
Dio lasciò l'uomo libero di agire, di fare, di costruire. L'evoluzione è stata costante, rapida, veloce;
l'essere umano ha colonizzato il Mondo, cambiando in modo radicale gli ecosistemi, trasformando boschi in città, foreste in fabbriche, pianure in aeroporti.
L'uomo con la sua intelligenza è riuscito a stravolgere la propria vita, grazie ad invenzioni stupefacenti e idee meravigliose. L'evoluzione tecnologica ha toccato livelli inimmaginabili, le comodità sono aumentate a dismisura. Oggi comunichiamo col telefono a distanza di chilometri, inviamo documenti tramite fax in ogni parte del mondo, abbiamo la televisione, il computer, skype, messenger.

Ci spostiamo in aereo, in treno con l'alta velocità, le autostrade ci permettono di raggiungere la nostra meta comodamente in macchina, e qui apro una parentesi, naturalmente tutto questo è riferito da Roma in su. Arrivare al Sud è un'impresa ardua, ma questa defaillance ci sta, ci fa capire come l'uomo è un essere mediocre, limitato, un qualcosa di infinitamente piccolo se paragonato a chi ha creato questo mondo.

All'uomo non è bastato vivere in armonia col territorio, godersi la natura in Santa pace, spartirsi l'oro di questa terra e condividere il paradiso vivente con gli altri essere umani. Samuel Butler pensava che a parte l'uomo, tutti gli animali sanno che lo scopo principale della vita è godersela.
Se prima si pensava a sopravvivere, col passare del tempo è subentrata l'avarizia, l'egoismo, la cattiveria, la gelosia, l'ipocrisia, la prepotenza. E così sono nate le prime guerre fra popoli, ognuno cercava di accaparrarsi un territorio che all'inizio era di tutti, senza confini nè limiti. E' nato il pensiero irreale, utopistico del concetto di razza, colore della pelle, come se il mondo fosse abitato da tanti gruppi nemici tra di loro, dimenticando il concetto di fratellanza e uguaglianza che Dio aveva in mente prima di spedirci su questo Mondo terreno.
L'evoluzione è andata avanti spedita parallelamente al concetto di diversità, inventato dall'uomo per ragioni assurde come i beni materiali, per non parlare delle differenze religiose, dove l'uomo, invece di amara il creatore, uccideva chi non la pensava come lui e viceversa.
Ricapitolando: se il razzismo è sfociato in milioni di morti, anche le guerre per interessi economici non sono state da meno, quanti campi di battaglia solo in questo secolo, come se la felicità si conquistasse per qualche dollaro in più o per un pugno di dollari, frasi che richiamano i bellissimi film western di Sergio Leone.

Dove voglio arrivare: ad Oslo, in Afghanistan, in Iraq, passando per la strage di Madrid, Auschwitz, l'11 settembre americano, senza dimenticare l'Africa terreno di battaglia per antonomasia. Tragedie mondiali che hanno un comun denominatore, la follia dell'uomo, dove sopra di essa sembra esserci un equilibrio che stenta a rompersi, alimentato da un estremismo che non conosce nè confini nè limiti. Macabre ideologie rinvigorite da un concetto di vita che ha perso il binario del bene, troppe differenza tra i cittadini di questo mondo, ci vorrebbe solo un miracolo per poter riportare sulla terra l'aereo del male che svolazza nei cieli come una nuvola che semina odio.
E la consapevolezza di essere osservati e monitorati dall'alto da quell'essere soprannaturale che ci ha mandati su questa terra per fare sicuramente cose diverse da queste e che ora starà dicendo: "ma cosa ho creato, essere umani o dei mostri?"
Quel Dio che ha mandato suo figlio sulla terra per indicarci il sentiero della vita, dell'amore, della pace, della fratellanza, ma che noi puntualmente non abbiamo saputo cogliere. Ed oggi, purtroppo, paghiamo le conseguenze, contiamo i morti, giorno dopo giorno, e la storia è sempre la stessa, dimenticando che non di solo pane vive l'uomo, dimenticando che siamo tutti cittadini di questa terra.
Il disagio sociale di oggi è figlio di una vita che andava vissuta diversamente: oggi, vivere è diventata la cosa più difficile di questo mondo, l'uomo nel bene e nel male ha reso complessa la sua esistenza ed è riuscito a perdere il filo della vita.

William Faulkner diceva:
Non preoccuparti solo di essere migliore dei tuoi contemporanei o dei tuoi predecessori. Cerca solo di essere migliore di te stesso

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