martedì 15 novembre 2016

LA DECADENZA DEI VALORI MORALI

E' facile immaginare un futuro roseo, la tecnologia va sempre più avanti, cellulari che parlano, televisori che cambiano canale con un semplice messaggio vocale. Tutto così bello, è come se vivessimo la nostra vita in un film di fantascienza. Ed è proprio questo concetto di derealizzazione che ci sta portando fuori strada, vivere una vita diversa dalla realtà e percepeire in maniera distorta il mondo esterno può essere un grosso campanello d'allarme per la società.

Quotidianamente leggo i giornali e mi accorgo che qualcosa nell'ultimo ventennio è cambiato: sono aumentati i reati di varia natura, sono cambiate le priorità dell'essere umano, sono spariti quei valori morali che ci indirizzavano verso la giusta via. Mi dispiace dirlo, ma non c'è più il rispetto per gli altri, oggi si vive all'insegna dell'invidia ma sopratutto dell'egoismo.
E' sempre il Re Denaro a farla da padrone, si è disposti a tutto per ottenerlo, anche a costo di uccidere. Le ultime notizie di cronaca nera che arrivano da Udine ci confermano questo triste dato.
Sembrerà banale, ma questo senso di vuoto che opprime i giovani di oggi, vittime di una società malata che si sorregge per inerzia, è figlio di una incapacità da parte della famiglia di trasmettere ai ragazzi quei valori umani, morali e sociali che un tempo facevano la differenza.
Mi duole il cuore pensare che il materialismo ha invaso la mente di gran parte della popolazione italiana, e mi riferisco a tutti, da Sud a Nord, dove la felicità non rientra in alcuni parametri astratti come l'arte, la bellezza, l'umanità, i gesti, le piccole cose, le soddisfazioni, l'amore per il prossimo, il rispetto, la benevolenza, ma viene paragonata alla bella macchina, al cellulare di nuova generazione e alle scarpe firmate.
Apro la finestra e vedo una società annoiata, dai più piccoli ai più grandi, stanchi della scuola e del lavoro, dove si pensa che tutto è dovuto. E poi penso ai nostri antenati, i quali non avevano tempo di annoiarsi, nonostante una vita fatta da poche briciole, con le valige di cartone pronte ad essere adoperate, con la consapevolezza che lasciare la propria terra voleva dire non rivederla mai più. Eppure ogni giorno era un giorno in più per vivere, per lottare, per migliorare se stessi e le proprie famiglie. Era una vita di stenti, ma piena di dignità e orgoglio.
Rivolgo per un attimo il mio pensiero alla natura, all'ambiente, al creato e a tutte le forme di vita diverse dall'essere umano: è vero, non ci danno fastidio, ma noi lo daremo a loro

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