martedì 15 novembre 2016

LA MIA CLASSE

Il primo giorno di scuola.
Mi sveglio d'un tratto, il binario del sonno viene interrotto anzitempo da un suono accomodante. Non è la sveglia ma il canto del gallo. Sono le 4 di mattina, un orario indecente per uno scolaro, e allora mi rituffo nel letto e attendo gli eventi.
Non è facile riprendere sonno, tra poche ore ricomincia la scuola. I miei pensieri vagano come vagabondi tra le vie.
Nel frattempo è arrivata l'ora, un'emozione mi travolge, sarà l'effetto ignoto dico a me stesso. E poi parto, come un uccellino che cade dal nido. Assaporo il preludio del primo giorno di scuola. Ma l'attesa del piacere, non è essa stessa il piacere?
Compagni, insegnanti, bidelli a fare da cornice ad un periodo della mia vita che un giorno lo classificherò come uno dei più bei ricordi.
Sarò un bravo studente prometto alla mamma, ma sarà veramente così?
"Datemi i primi 4 anni di un uomo e ne farò un perfetto soldato di Dio" dicevano i preti. E allora spero di aver avuto un imprinting positivo.
Mi fermo sulla porta della mia fragilità ma il suono della campanella mi sussurra una frase: quando pensi di non farcela fare un altro round è una cosa che può cambiarti la vita.
E beh, non è cosa da poco.
Buona scuola a tutti

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