martedì 15 novembre 2016

LA STORIA DI RIGANO'

Ci sono giocatori che amano accarezzare il pallone, altri che amano prenderlo a calci.
Ma è anche nell'imperfezione più assoluta che si creano poesie da raccontare ai più giovani.
Questa è la storia di Christian Riganó, un ragazzo che violentava il pallone pur di buttarlo dentro.
Quel ragazzone di Lipari che per tirare a campare faceva il muratore, curvandosi la schiena per la fatica.
Non era bello da vedere e bomber non lo è mai stato. Già, perché nei primi anni a Lipari faceva il difensore.
Di polvere ne mangia tanta, respira a pieni polmoni l'aria del dilettantismo arcaico degli anni 90 dove i campi sono tutti in terra battuta. Lui non dà del Tu alla palla e non è nemmeno un predestinato.
L'attaccante titolare del Lipari si fa male il Mister lo butta in attacco. Quel giorno nascerà un mito, perché Christian inizia a segnare a raffica. Sotto porta diventa un cecchino infallibile e i suoi gol non passeranno inosservati.

Lipari, Messina, Igea Virtus in Serie D dove realizza 28 gol in 2 anni.
A 26 anni arriva la chiamata del Taranto in C2 e Christian si fa trovare pronto. Saranno fiumi di gol e promozioni. Poi Florentia Viola, Fiorentina, Messina, Levante, Siena, Ternana, Cremonese, Rondinella.
Una carriera di tutto rispetto la sua, la Serie A ottenuta sul campo e con tanto sudore e sacrificio. Quel ragazzo che non avrebbe mai pensato di vivere di calcio, perché per lui il lavoro è un'altra cosa.
A 37 anni decide di tornare a casa, e giocare per divertimento. Senza pressioni, là dove avere la pancia non è reato.
Christian continua a fare quello che gli piace, non importa dove, un gol nella polvere vale quanto un gol a San Siro.
Poesia per gente come me che si emoziona per queste storie a lieto fine, dove anche la gente comune può avere la sua gloria, ognuno con la propria fortuna, ognuno con il proprio destino. E la Storia continua

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