martedì 15 novembre 2016

L'ESASPERAZIONE DI UN CONCETTO DI VITA PRIVO DI SOLIDE BASI

Quando sei un bambino guardi la vita in modo diverso, la immagini bella, spensierata, divertente, ti sembra di essere in Paradiso. Trascorri le giornate giocando a calcio con gli amichetti del quartiere, o facendo un giro sulle giostre. Poi viene l'estate e il richiamo del mare è così forte tanto da convincere papà e mamma a portarti tutti i giorni. E' un'isola felice l'infanzia di un ragazzo, stupenda e ricca di emozioni positive, la tristezza non esiste, conosci solo la parte più bella della vita: il gioco, il divertimento, la protezione di una famiglia alle spalle e la serenità di avere 12 anni.

Quando sei bambino hai tanti sogni nel cassetto, tutti realizzabili, li tocchi per mano e li accarezzi con il palmo forte della tua giovane età; sei felice, vivi in uno stato di benessere mentale che solo l'infanzia ti regala. Vivi le giornate senza aver paura di niente e di nessuno, non ti rendi conto che il mondo ti gira intorno, dalla tua finestra guardi solo la prima nevicata dell'anno o dove il sole va a dormire.

Hai la sensazione che il tempo non passi mai, vorresti diventare grande ma ti vedi sempre un bambino, non te ne rendi conto che stai attraversando la fase più bella della vita, lo capirai solo 30 anni dopo, rimpiangendo il passato, ricordando i compagni di banco, le passeggiate a piedi nudi sull'erba del tuo cortile, le partite a calcetto nella piazzetta del paese.
L'infanzia è come una scalinata, ogni gradino è sempre più difficile da salire, cominci a conoscere le prime difficoltà della vita, inizi la fase adolescenziale, un nuovo mondo ti bussa alla porta e tu devi avere il coraggio di accoglierlo nella tua vita, devi essere pronto, sveglio e reattivo. Ormai sei come un uccellino pronto a lasciare il tuo nido, la vita ti attende, devi affrontarla nel migliore dei modi, la vittoria è l'obiettivo del tuo cammino, ma la partita non si gioca su un campo di calcio e nemmeno la sulla piazzetta del paese, stavolta la partita si gioca dentro di te.

Ma la vita non si scrive su un pezzo di carta, non è un percorso a senso unico, fatto di strade prive di ostacoli, dove regna solo il bene. Non sempre hai quella forza interiore che ti aiuta ad uscire indenne dalle sabbie mobili che la quotidianità ti presenta. E' il momento dove i sogni dell'infanzia si scontrano con gli incubi della realtà.
A volte la vita diventa come un palloncino, ti scappa dalle mani e non la riprendi più, specie se non hai delle solide basi alle spalle: famiglia, scuola e sport hanno un ruolo importantissimo per la crescita socio, emotivo, cognitiva di un bambino e quando questi elementi vengono a mancare diventa davvero difficile approcciarsi con il mondo esterno.
La scuola è il luogo adatto per formare un bambino, una vera e propria piattaforma di lancio per la vita, ma non sempre è così, la scuola dovrebbe essere più attenta e fare qualcosa in più per alleviare in parte il malessere di alcuni allievi che nel corso dell'anno hanno manifestato un certo disagio sociale.

Questa è la storia di Marco Fernando, un giovane di 18 anni scomparso dalla sua Verona il 10 giugno dopo aver ricevuto la comunicazione della sua bocciatura a scuola. La mamma aveva lanciato un drammatico appello scongiurando il figlio di tornare a casa. Purtroppo ieri 25 giugno il suo corpo è stato ripescato nell'Adige. Il ragazzo, nato in Italia da genitori di origine cingalese, si era allontanato da casa dopo essere stato bocciato a scuola, per la quarta volta in cinque anni, fuggendo senza telefono, soldi ed effetti personali.


"La vendetta degli insegnanti" scrive sul web un lettore veneto: "A 16 ero un ragazzo inquieto ma con un intelligenza e capacità un po' superiore della media. Mi bocciarono tre volte e mi dissero che non ero portato per gli studi. Mi umiliarono e mi fecero credere che ero un "bon da niente" e che la mia strada era una fabbrica o un camion. Grazie ad una persona, che ringrazierò per sempre, continuai a studiare e trovai la mia strada. Mi laureai e poco dopo trovai lavoro in una grande azienda. Oggi sono un dirigente, ma i segni di quegli insegnanti retrogadi e vendicativi li porto ancora. Bocciare 4 volte in cinque anni un ragazzo vuol dire distruggerlo non dargli speranze. La maggiorparte degli insegnanti hanno un animo vendicativo perchè non fanno questo lavoro con passione ma solo per avere una busta paga sicura. La scuola dovrebbe essere un luogo dove apprendere i sani principi e i valori della vita per poterla vivere egregiamente. I ragazzi vanno incoraggiati seguiti nel loro percorso".

In questi giorni a Milano un altro fatto di sangue ha sconvolto il paese: 36 ore di follia hanno cancellato per sempre 10 anni di amicizia. Un duplice omicidio commesso da un ragazzo di appena 21 anni, Riccardo Bianchi,  studente in un istituto tecnico, ha fatto ammissioni su entrambi i delitti.
Le vittime sono due giovani, fratello e sorella, orfani di madre. Da tre mesi, dopo aver litigato col padre, vivevano insieme in un appartamento in zona Baggio. Lei, Ilaria Palummieri, 21 anni, cameriera in un pub del centro, è stata soffocata, probabilmente con un sacchetto; lui, Gianluca Palummieri, 20 anni, impiegato in una compagnia di assicurazioni, assassinato con decine di coltellate. I corpi dei due sono stati trovati venerdì mattina: lei in casa, nuda e legata al letto, lui invece vicino a un cassonetto, a 14 chilometri di distanza, massacrato a coltellate.

Non sarà un articolo a cambiare il tragico epilogo di questa triste vicenda, nessuno potrà ridare la vita a Ilaria e Gianluca, ma ciò che ci stupisce è l'azione di Riccardo Bianchi, vorremmo sapere cosa è scattato nella mente del ragazzo per scatenare la furia omicida. Non lo sapremo mai, possiamo fare solo delle ipotesi: sarà la mancanza di valori, di sani principi, oppure la troppa libertà concessa ai giovani di oggi che crescono con l'idea che tutto è concesso. Sarà lo stress di una vita sempre più frenetica, sarà colpa della famiglia che non ha saputo dare al ragazzo le basi per poter vivere una vita serena.
Sarà anche colpa dell'alcol, allo sballo della movida, alle sostanze psicotrope sempre più di moda nei locali notturni; è un mondo che ci sta scappando di mano, ormai una sana passeggiata e una granita a limone fanno parte di un'altra epoca.
Ma forse questa e' solo la punta di iceberg di un malessere tra i giovani che serpeggia come un distruttivo tsunami nascosto

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