martedì 6 dicembre 2016

MEDIOCRITA' ASSOLUTA

Nel gran boato del referendum costituzionale, un silenzio assordante invade i nostri popoli, un vento fortissimo scoperchia i tetti e una pioggia abbondante innaffia il deserto che c'è dentro ognuno di noi.
Vuoti, mediocri, appena sufficienti e forse inadatti a trovare verità nascoste o inganni ben camuffati, dove l'unico obiettivo è salvare la propria poltrona, in una realtà dove ognuno è succube dell'altro.
A volte basta una frase per capire il valore di un uomo: "Abbiamo perso un referendum, non il buonumore".
Il riferimento è puramente casuale,  ma necessario per rendere l'idea che in questo difficile puzzle della vita, spesso anche nel male c'è qualcosa di buono e viceversa.
Ed è in un triste lunedì come tanti altri, dove ti accorgi che alla lunga non ci saranno nè vincitori né vinti,  dove l'eterna disputa tra caso e programmazione trova nella vita un'esaltazione senza pari.
Praticamente ogni giorno può essere visto secondo queste due visioni opposte ma legate tra di loro da un filo sottilissimo. Da un lato è solo la somma degli eventi a determinare un risultato che segue una logica pressoché irrazionale. Dall'altro, gli eventi si piegano e s'incurvano fino a diventare determinanti inchinandosi alla programmazione così com'è stata concepita.
Una visione totalitaria delle vita dove 1 X 2 non sono solo i segni della schedina, ma anche etichette, definizioni, maschere, come nella commedia dell'arte, dove ognuno recita la sua parte, giusta o sbagliata che sia.

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