martedì 31 gennaio 2017

OGNI MALEDETTA DOMENICA

Il titolo rimanda al discordo Motivazionale di Al Pacino, "la Vita è una questione di centimetri", sarà, per Mourinho è "Una questione di metodo", non lo metto in dubbio. Per me invece, ogni Maledetta Domenica è questione di emozioni e stati d'Animo: ti svegli con l'Adrelina della partita anche se in fondo non hai dormito per niente. In fretta e furia indossi quella tuta che rappresenta i tuoi colori e parti per andare al campo. Arrivi quando ancora non c'è nessuno, la partita è tra 2 ore anche se quella con te stesso è già iniziata da un pezzo.
L'ambiente è freddo e non solo per il clima, non ci sono rulli di tamburi e nemmeno fumogeni, l'unica cosa che rulla è il battito del mio cuore, emozioni che salgono come Marco Pantani alla cima del Mortirolo, solo, ma senza soffrire di solitudine.
La partita che stai giocando va oltre i 3 punti, in quei 90 minuti si racchiude tutta la settimana, 7 giorni dove è successo di tutto: non hai la freddezza di Zeman e nemmeno la calma di Ancelotti, non hai lo stile di Guardiola e nemmeno l'eleganza di Allegri, assomigli a Sarri per come indossi la tuta, o forse a Mazzone per l'esuberanza di un fallo non fischiato.
Ma le ragioni sono ancora più profonde:  La spartizione di significati e immaginari che si concretizzano su una panchina di calcio è così netta e diversa da Mourinho, Van Gaal e Capello, la mia presenza animata da una passione e una rigidità ideologica rara nel calcio. La loro presenza, dettata da rigide ideologie economiche, frutto di un binario di vita già scritto,  e se il mio è un Destino, per loro è un predestino.
E forse proprio per questo in grado di rendere questo sport, il più popolare, ma allo stesso così diverso, dove per ognuno di noi rappresenta qualcosa, per me una Ragione di Vita, come "ogni Maledetta Domenica".

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