giovedì 26 gennaio 2017

SOGNANDO LA LIBERTA'

Uno degli aspetti fondamentali di questo blog è il pensiero di libertà. Un concetto spesso discusso e approfondito, ma effettivamente distorto dal vero significato del termine.
In una società capitalista, la necessità di lavoro si tocca per mano, considerato per noi stessi e per tutte le comunità, fondamentale ai fini del benessere e della felicità.
Il lavoro rende liberi c'era scritto sul campo di concentramento di Ausckwiz, peccato che in quel carcere legalizzato sono morti milioni di innocenti, vittime di una schiavitù forzata, dove le condizioni estreme e avverse hanno portato alla morte un'intera popolazione. 
Sono stati decenni di storia andata in archivio come uno dei peggiori periodi per l'intera umanità che mai avrebbe pensato di fare i conti con un pazzo criminale come Hitler, quest'utimo ha esasperato il concetto della schiavitù, annullando di fatto il valore dell'essere umano al fine di renderlo simile ad un qualcosa che non aveva nè un cuore nè un'anima. 

Ma oggi il concetto di libertà e schiavitù è spesso frainteso, in una società contemporanea dove siamo tutti allineati e coperti come in uno squadrone dell'esercito, dove agli ordini si risponde Comandi, dove nessuno è più schiavo di colui che si sente libero senza esserlo, dove il dogma che vuole il lavoro nobilitare un uomo in un sistema basato sull'ingiustizia e sulle false illusioni, ma anche sulla violenza e su una perpetuata guerra tra poveri dove l'accentuarsi della competitività rende il Sistema ancora più forte controllando sia lo stato sociale ma soprattutto quello mentale dei lavoratori.
In realtà ci stanno rubando l'unica vita che abbiamo, facendoci lavorare 6 giorni a settimana, lasciandoci solo un giorno di libertà per costruirci la Vita in cambio di poco più di mille euro al mese, quando un quadro di Van Gogh vale 33 milioni di euro. Spesso ci dimentichiamo che noi siamo un capolavoro dal valore inenarrabile, e aldilà dei soldi il valore della Libertà non può essere sacrificato per nessun motivo al mondo.
Spesso, fin troppo spesso, veniamo bombardati da dicerie comuni che hanno paletti ben definiti: nobiltà, fedeltà, libertà, spesso legati alla parola Lavoro come sinonimo di Vita corretta e appagante, in realtà è solo una menzogna che viene detta ad arte per incanalare il popolo verso una Vita fatta di sacrifici, stress, disperazione e altri "effetti collaterali" ma per i quali il sistema ha già provveduto con l'"antidoto" a essi: con le "cure" e la dipendenza dalle case farmaceutiche e dall'industria psichiatrica o, in alternativa, dall'industria della droga e altri "rimedi" che a lungo andare diventano cause di altri problemi, indispensabili per mantenere la dipendenza verso il sistema.
Il lavoro non rende liberi, rende schiavi compulsivi di questo sistema fondato sulla guerra, sulla violenza e sull'ingiustizia quotidiana

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