mercoledì 15 febbraio 2017

SARRI UNICO VERO ALLENATORE

Non voglio difendere la categoria degli allenatori dilettanti, non ho nessun interesse e non voglio alcun consenso, intendo fare delle considerazioni abbastanza realistiche e oggettive che esulano da personali visioni o interpretazioni tali da far diventare nero il bianco e viceversa.
Ritengo Maurizio Sarri il miglior allenatore al Mondo con giustificato motivo: considero il calcio professionistico una casta fatta da ex calciatori. Non tutti quelli che smettono di giocare a calcio desiderano rimanere in questo mondo sporco, ma molti di essi diventano Direttori Sportivi e Allenatori, di conseguenza ognuno ha la sua poltrona, un po' come la politica dove ognuno guarda i propri interessi.
Nel calcio professionistico non esiste meritocrazia, ma amici e amici degli amici i quali si scambiano favori pur di rimanere in un settore professionale prestigioso e ben remunerato.
Dati alla mano mi dicono che nel corso degli anni, ognuno di questi incarichi è stato ricoperto da ex calciatori professionisti, i quali, sfruttano il loro nome ma soprattutto la loro immagine pur di ricoprire panchine e scrivanie al fine di creare una casta dove nessuno è padrone di entrarvi, se non per evidenti meriti solo ed esclusivamente sportivi.
Il primo allenatore in grado di scalare la suddetta graduatoria e superare quel maledetto "divieto d'accesso" è stato Arrigo Sacchi. La sua gavetta non durò tantissimo, il suo calcio non passò inosservato ad un certo Silvio Berlusconi che lo portò al Milan e vinse tutto grazie alle sue innovazioni legate alla tattica difensiva della zona, con pressing e fuorigioco annesso.
Dopo circa un ventennio un'altro allenatore dilettante è riuscito a varcare la zona rossa, una vasta area di confine disseminata da mine esplosive che separa il dilettantismo dal professionismo, egli è Maurizio Sarri, l'attuale allenatore del Napoli.
Il trainer partenopeo si è guadagnato il paradiso dopo una lunghissima gavetta che lo ha visto allenare in tutte le categorie: per chi non conosce il mondo dei dilettanti è difficile calarsi nella parte e capire usi e costumi di un ambiente difficile e disparato. Campi spelacchiati, tribune vuote, colori sociali spesso simili ad un arcobaleno. Ci si allena col freddo delle ore 19:00, puntualità poca, ignoranza tanta.
Palloni sgonfi e spesso consumati, compressori bruciati, spogliatoi stretti, docce che non funzionano, acqua fredda, pisciatoi sporchi, reti bucate, giocatori assenti per malattia (sospetta).
Questo è solo il contorno di un clima pretenzioso dove parlano persino i muri, in uno scenario dove il tempo è sempre poco e i problemi sono sempre tanti.
Il dilettantismo è poesia, arte per qualcuno, cultura per altri. E poi c'è chi vuole arrivare, ma ha una sola possibilità: vincere sempre.
Nei dilettanti c'è invidia, gelosia, cattiveria, e tu non hai avvocati difensori se non il grande lavoro sul campo che sancisce la tua vittoria finale, come ogni anno, come in ogni categoria.
Per emergere devi essere allo stesso tempo un perfezionista, un tattico, un tecnico, un motivatore, un medico, un preparatore atletico, un psicologo, ma soprattutto un fortunato. Non ti vuole nessuno se non per la tua nomea da vincente. Se cadi non aspettavano altro, se vinci hai la fortuna di continuare l'ascesa verso lidi migliori.
Sto parlando della lunga storia di Maurizio Sarri, tante le sue tappe: Stia, Faellese, Cavriglia, Antella, Valderna, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento, Empoli e infine Napoli, passando per un posto a tempo indeterminato da banchiere, alla scelta di fare l'allenatore a tempo pieno.
Non oso immaginare quanto ne sappia Sarri di calcio, un mondo di nozioni da far rabbrividire l'enciclopedia Treccani. Una laurea a pieni voti conquistata prima sui campi di periferia e poi man mano sugli stadi della provincia, finendo sulla grande piazza di Napoli.
Un concentrato di sapere che rimarca in più occasioni la sua grande preparazione sportiva e calcistica, dove nulla di tutto questo ha a che vedere con il sistema costruito e sorretto dagli ex calciatori di Serie A che da pochi mesi hanno appeso le scarpe al chiodo.
Il divario pare enorme, ragion per cui ritengo Sarri il migliore, il più competente, un vero Maestro di calcio di fronte ai tanti bluf patentati che pur di allenare sfruttano l'immagine creatasi da calciatori.
Real Madrid contro Napoli in una partita dove il pronostico è già segnato, Sarri permettendo........





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