lunedì 6 febbraio 2017

VOGLIAMO GIOCARE

Ci sono storie che meritano di essere raccontate, sembrano romanzi, e a volte lo sono. Più che romanzi la Vita ha voluto creare 2 leggende: Agassi da una parte e Sampras dall'altra.
L'eterna sfida che ha visto i due numeri uno in un ring di emozioni che rimangono indelebili nella mente di tutti gli sportivi.
Due che, da quando hanno dieci anni, sono abituati ad incontrarsi e a cercare di battersi. Due che hanno emozionato il pubblico ancora prima di sfidarsi. Due che sono abituati ad essere i favori. Due campioni che il Tennis ha rubato alla concorrenza. Due che il computer, nella sua matematica esattezza che considera gli ultimi dodici mesi e non l’ultimo decennio, ha messo spesso contro in un quarto di finale qualsiasi, non potendo comprendere che Agassi e Sampras è sempre, inevitabilmente, una finale.
E' la grande magia dello Sport, quel divertimento che vorremmo barattare con il lavoro frenetico del 20esimo secolo, dove lo stress uccide, dove la libertà è seriamente compromessa, dove giocare è l'unica cosa che conta.
Lo Sport, come ragione di Vita, ma anche come unico rimedio per tenersi in forma, liberando la mente da stupidi ragionamenti che servono solo ad arricchire i nostri padroni. Lo Sport ci nutre di quei sentimenti che abbiamo bisogno, dove il senso di libertà è così ampio da renderci veramente felici di vivere l'unica vita che abbiamo.
In una scuola che annulla la fantasia dei bambini, in una società che non ha tempo per giocare, con una costituzione fondata sul lavoro, dove viene difficile immaginare una vita diversa da questa: bambini obesi che faticano ad indossare una maglietta, bombardati da numeri che servono soltanto per giocare la schedina, rinchiusi per 10 ore in un'aula ad ascoltare come la marmotta confezionava la cioccolata, derubati dell'unica infanzia che hanno, privati dello Sport, che oltre a rendere liberi, aiuta testa e cuore a diventare persone migliore. Un gioco che sembrerà banale, ma è l'unica cosa che abbiamo bisogno.



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