mercoledì 3 maggio 2017

L'ILLUSIONE DI AVERCI CAPITO QUALCOSA

L'immagine che offre oggi il mondo del Calcio, tra doping, scommesse e ingaggi spropositati,  non è quella che dobbiamo trattenere per forza. Non può inficiare il significato profondo che tutti noi diamo a questo sport, sia dal punto di vista della passione che delle aspettative. Per questo, mi sono divertito ad esplorarlo dal di dentro raccogliendo tutta una serie di elementi che mi hanno avvicinato ancora di più.
Ho compreso così quanto siano decisivi nei calciatori il sacrificio, le motivazioni, le sofferenze fisiche, gli obiettivi stagionali, le regole deontologiche da rispettare e i comportamenti da tenere.
Per questo, il calcio sarà pure un mondo deludente, talvolta corrotto e montato, ma merita anche un certo rispetto. In particolare l'allenatore, che rappresenta la figura più razionale di tutte, e quella più esposta alle critiche.
Una bella discriminante è data dall'insegnamento della tecnica: ci riempiamo tutti la bocca di contenuti tattici, ispirandoci a fenomeni del passato, ma sappiamo poi riconoscere cosa c'è dietro una scelta oppure l'altra? Sapremmo come insegnare quello che vogliamo ai nostri giocatori? Sappiamo riconoscere gli errori durante la partita? Il fatto che non esista, in assoluto, un modulo tattico sempre vincente dovrebbe aiutarci a comprendere quanto sia inutile avere certezze assolute in materia.

Il rifiuto ambientale non riconosce meriti professionali. Infatti, non potendo ammettere i propri errori e neppure cedere in blocco tutti i giocatori che hanno voluto, i proprietari scaricano sugli allenatori anche responsabilità che non sempre hanno.
La differenza che passa tra i presidenti e l'allenatore è che il primo proietta le proprie convinzioni su una realtà stabile e immutabile, mentre il secondo è abituato a trattare continuamente il cambiamento confrontandosi  con gli esseri umani (giocatori, avversari, dirigenti, tifosi, giornalisti) e quello che succede sul campo di gioco. Non a caso, una delle prime regole che si insegna nei Corsi di formazione è che il calcio è fatto di tecnica e di casualità

Noi ci limitiamo dunque a giudicare solo quello che abbiamo davanti agli occhi, anche perchè non sappiamo quasi mai cosa sta accadendo. Nemmeno la conoscenza della storia riesce a farci evitare di commettere nuovamente gli stessi errori del passato: 140 anni di sfide, evoluzioni tattiche, nuove tecniche di allenamento non sono riusciti a darci la certezza della vittoria. Né ci riusciranno mai.
Forse, è proprio per questo che siamo ancora qui a parlare di Calcio. E avere illusione di averci capito qualcosa.

Nessun commento: