martedì 23 maggio 2017

SE QUESTA E' VITA

Occhi pieni di lacrime, sguardi assenti, visi pallidi. E' il dolore sordo della paura, quando una notte di festa si trasforma in una scia di sangue che lascia a terra decine di teenager. 
Attentato a Manchester, un 22 maggio 2017 che l'Inghilterra dovrà annoverare come uno dei giorni più tristi della sua storia.
Stava terminando il concerto della Star Ariana Grande quando un boato all'esterno della struttura ha gettato nel panico le migliaia di teenager che affollavano il locale. Un Kamikaze o forse una bomba piena di chiodi è esplosa lasciando a terra vittime e feriti, le autorità parlano di 19 morti, un numero destinato a salire di ora in ora.
L'Europa di nuovo bersaglio di attentati terroristici di made jihadista, un odio che poco ha a che fare con la religione, ma che prolifera in maniera esponenziale in tutte le zone del mondo.
Le radici di questo sentimento avverso non hanno un vero e proprio nido di costruzione: si potrebbe parlare di Iraq, Afghanistan o semplicemente di Stato Islamico, in realtà la prima ideologia del terrore è stata fondata da Abu Musab al-Zarqawi come Al Queda in Iraq, con la sua morte la guerra all'occidente è continuata sotto la guida di Abu Bakr al-Baghdadi (come Stato Islamico). 
Un'ideologia del terrore fondata per motivi che vanno aldilà della religione o dei semplici interessi geopolitici. Non è da ricercare nemmeno nel petrolio il fine di una guerra che è destinata a durare ancora a lungo. Forse per i jihadisti l'odio verso l'Occidente è solo un pretesto per dare un senso alla loro vita, non è un segreto che Osama Bin Laden era il principale servo degli americani, poi diventato il loro peggior nemico. 
Ancora oggi ci chiediamo chi sono i terroristi che hanno sposato la jihad, disposti a morire pur di compiere il loro assurdo compito di deflagrazione. Ma se a capo di questa struttura piramidale ci sono personaggi spesso laureati e dalla mente fin troppo lucida e troppo intelligenti per esporsi in prima persona, amanti della vita e della bella vita, ideatori di uno spartito che non è soggetto ad interpretazioni. Ecco che alla base della piramide ci sono i soldati della Jihad, quelli disposti a morire pur di diventare dei Martiri, proprio come lo spartito vuole. Spesso sono ragazzi emarginati, deviati, pazzi e fragili interiormente. Spesso sono cittadini europei di terza generazione, proprio come i foreign fighter: ragazzi che non si sono mai integrati e che non accettano le regole di una Vita diversa da quella che forse immaginavano. Ma aldilà di tutto, spesso il fattor comune è da ricercare nelle branche della psicologia, perchè in ognuno di loro il disagio interiore è così forte da sentirsi dei falliti, e l'unica cosa che li solleva è il voler uscire da questa Vita terrena lasciando in eredità una piccola traccia della loro esistenza, e a noi non ci resta che contare i morti, per l'ennesima volta, in un immaginario difficile da accettare, spettatori di una scia di sangue che non conosce nè confini nè limiti, sperando in un domani migliore, noi che sfidiamo la morte per dare un senso alla nostra vita:
Se questa è Vita.

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