martedì 3 ottobre 2017

QUALCOSA CHE NON VAR

Con l'introduzione della Var il calcio ha subìto un notevole cambiamento: se da un lato la moviola in campo ha dato alle squadre una sensazione di giustizia uguale per tutti, dall'altro si è persa la vera essenza di questo Sport.
Riavvolgere il nastro dopo l'emozione di un gol fatto è come vedere crollare la propria casa dopo un terremoto.
Il Calcio è uno Sport dove l'errore è contemplato, messo in conto da una regola non scritta che prevede una serie di casualità che determinano un risultato.
E anche l'arbitro ha diritto di sbagliare, in buona fede, come previsto dai regolamenti vigenti.
Spiace pensare che il gioco del calcio venga declassato come uno Sport qualsiasi dove i robot e i cronometri sono indispensabili.
Il calcio non è una batteria dei 400 metri e nemmeno una gara di Formula 1.
Il calcio è sentimento, poesia, storia, nostalgia: era il 22 giugno del 1986 quando Maradona segna con la mano contro l'Inghilterra in un Mondiale davanti a 115 mila spettatori, da allora fu chiamato la mano di Dio.
Il 26 aprile del 1998 lo juventino Iuliano atterra in area l'interista Ronaldo, un episodio ancora discusso ma che ha visto l'arbitro Ceccarini non decretare il calcio di rigore.
Due episodi come tanti che in questi decenni hanno infiammato le tifoserie.
In questo fantastico Sport i cambiamenti non sempre hanno fatto bene: la sentenza Bosman ha aperto nuovi scenari in termini di tesseramento, non più 3 stranieri per squadra ma nessun limite. Poi il business delle televisioni e la tessera del tifoso hanno contribuito a svuotare gli stadi e a rendere le partite uno spettacolo cinematografico piuttosto che una vera sfida con 10 mila tifosi al seguito con tanto di treni speciali, bandieroni e rulli di tamburi.
Era il calcio nostalgico degli anni '80, dove alla schedina vincevi se facevi 13 tanto per intenderci.
Adesso la Var, uno strumento nato per ragioni di giustizia, ma distante anni luce dal sentimentalismo più profondo dei nostri cuori, dove anche l'errore serviva al sistema, e se non altro riempiva le nostre giornate con pensieri e parole in un angolo di un Bar.

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