sabato 2 dicembre 2017

DOV'ERAVAMO RIMASTI

Ciao a tutti, ultimamente gli impegni non mi hanno permesso di trascrivere tutte le emozioni che provo durante questo mio cammino terreno.
Sono bastati 2 fiocchi di neve per farmi tornare su questo blog e riavvolgere il nastro, guardare con i miei occhi dove eravamo rimasti.
Un po' come qualcosa rimasta in sospeso che prima o poi vuoi sistemare, ragion per cui, in questa giornata di freddo, l'unica cosa che posso fare è scrivere, ispirato da un sentimento che parte da lontano come un treno che collega Reggio Calabria a Milano, e tu seduto sui sedili di un vagone a guardare l'orizzonte dal finestrino.
Chiudi gli occhi e ti senti sempre così, come un leone senza denti, intrappolato da un modus operandi comune che rende tutti uguali, o tutti diversi se si guarda solo da un punto di vista economico.
Chiudi gli occhi e pensi che domani sarà sempre meglio, nonostante gli altri, te stesso, i media, la società: tutto ciò influisce sui tuoi pensieri, creando dei veri e propri programmi mentali che si annidano nel tuo cervello e ti fanno sbagliare strada.
E allora arriva il momento di andare da solo, come se non l'avessi mai fatto finora, come un ciclista che ha nelle gambe qualcosa in più degli altri e decide di arrivare da solo al traguardo.
Un po' come la filosofia di Josè Mourinho: "io non dico che quello che pensate voi è sbagliato, ma qui si fa come dico io".
Qui, ora e come è lo spazio che ti sei creato, dove nessuno può discutere quello che è giusto o sbagliato. Qui, ora e come è la tua dimensione, un po' come la tua casa, dove decidi tu dove mettere i mobili.
Non è una dittatura ma un pensiero che vuole dare un po' d'ordine al disordine generale creato ad arte per mettere in difficoltà la gente.
Forse usare la metafora del Marchese del Grillo è un tantino esasperato, ma a volte alcuni concetti bisogna estremizzarli per far capire a chi ti sta intorno che il buonimo porta con se tanta stima, ma con esso tanti fallimenti. Come dire: è una brava persona ma...
Ed è per questo che mi permetto di dire che vinco o imparo, non importa il contesto, se è un campo di calcio è meglio, ma non faccio preferenze in tal senso.
In fondo la Vita è come una guerra, ogni giorno è una battaglia, e tu devi essere in grado di combatterla e possibilmente vincerla.
A tutti i costi, costi quel che costi.


Nessun commento: