sabato 5 maggio 2018

NAPOLI AL CAPOLINEA

Il tracollo di Firenze ha emesso una sentenza quasi definitiva, il Napoli a 3 partite dalla fine ha perso il duello con la Juve all'ultima curva. La squadra di Sarri mai come quest'anno era vicinissima al terzo scudetto della sua storia, e forse, per qualità di gioco espresso, l'avrebbe anche meritato.
Nel triennio targato Maurizio Sarri, la squadra è cresciuta in mentalità, andando spesso a rimontare lo svantaggio iniziale, e vincere alcune partite con un coefficiente di difficoltà altissimo.
A giochi fatti le considerazioni sono varie, ma nel contesto di un campionato lunghissimo, la prima cosa che appare agli occhi dei tifosi è che la squadra abbia pagato una panchina cortissima.
C'è da dire che il Napoli è stato in grado di competere con la Juventus fino alla fine, e l'ha fatto giocando sempre con la stessa formazione. L'infortunio di Ghoulam ha tolto a Sarri uno dei terzini più forti del mondo, oltre ad un punto di riferimento per tutti i movimenti sincronizzati del gioco schematico dei partenopei. Per non parlare di Milik che avrebbe permesso alla squadra di poter sviluppare un calcio meno asfissiante vista la stazza fisica dell'attaccante polacco che poteva tener palla e far salire la squadra invece di andarla sempre a rincorrere praticando un pressing ultraoffensivo per tutto l'arco delle partite.
Il Napoli è arrivato all'ultimo round come un grande pugile che ha saputo incassare i colpi senza mai andare ko, ha perso ai punti, è vero, ma con grande onore.

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