sabato 17 novembre 2018

IL VALORE DELLA VITTORIA

Il compianto Gianni Agnelli disse: "Vincere non è importante ma è l'unica cosa che conta".
Una frase che ancora oggi rimbomba e tiene banco in ogni ambiente calcistico.
Grazie a questa frase, spesso fraintesa, il valore del calcio italiano iniziò a scricchiolare, si è badato a vincere già dalla scuola calcio, saltando ogni passaggio utile a costruire un giocatore che ti fa vincere le partite.
Bisogna andare oltre all'ottenimento dei 3 punti o alla vittoria di uno scudetto, bisogna puntare a qualcosa di più importante, di più nobile che al mero ed esclusivo ampliamento di un albo d'oro.
Oggi se l'unica cosa che conta è vincere, ritengo che il significato della parola cambia di significato: vincere significa costruire, ideare, pensare, lasciare traccia, creare un modello di gioco di cui tutti ne ricorderanno le trame.
Suggestivo un commento di un tifoso della Ternana con allenatore Pochesci: "mi sono divertito di più in 6 mesi con te ( POCHESCI ), che in 20 anni di calcio".
Vincere significa degustare il palato dei tifosi con una squadra mediocre. Vincere significa cambiare il modo di vedere le cose, creare un modello originale e non un copia e incolla.
Vincere non è segnare anche con le mani e chissenefrega, bisogna andare oltre, anche sfociando nel campo del sentimenti, spesso messi da parte da un freddo tabellino che sancisce chi ha fatto più gol, senza considerare che negli anni di quel tabellino non rimarrà traccia.

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