venerdì 5 aprile 2019

UN BATTITO DI ALI

Solo la notte mi salvava dal quel pensiero fisso, da un po' di tempo nemmeno quella.
I sogni allora diventano incubi, i risvegli traumatici, le giornate un continuo senso di colpa.
E' il triste epilogo che si paga quando non fai i conti con la tua coscienza, quella che ti suggerisce cosa fare quando devi compiere una scelta. 
Mi piace parlare del potere della letteratura, della parole, dell'amore, e cioè strumenti che ti consentono di capire il valore di una persona ancora prima di perderla. In realtà non è proprio così, o meglio, se perdi una persona perchè muore e hai saputo cogliere le sue qualità ancora prima di quella dannata perdita, allora la coscienza sarà pulitissima, specie a distanza di anni. Quando invece perdi qualcuno soltanto per "capriccio", faccio l'esempio di una banale lite che ti fa chiudere ogni rapporto, in quell'istante la perdita ti devasta il cuore. Sai che la persona c'è ma è come se non esistesse, almeno per te, e allora il peso sulla coscienza è una pietra grossa come un macigno, il suo pensiero ti rincorre ovunque e ogni istante ti illudi di trovarla in ogni angolo di strada, pronta a trafiggerti con uno sguardo, o peggio ancora, con una compagnia errata.
A volte non sai quale sia il rimedio, si chiamano ferite tridimensionali, nemmeno il tempo le può guarire, consapevole che chi è causa del suo male pianga se stesso.
E' un mix di sentimenti di malinconia, di tristezza, di abbandono. Non escono dalla bocca ma si possono riscontrare leggendo il libro del cuore, un po' affranto, un po' spento, specie quando i suoi battiti non si sentono più.
E' questo il rammarico, il rammarico di non essere stati pronti a cogliere ciò che tutti non stavamo aspettando e confonderlo con un temporale passeggero quando invece era quella tempesta perfetta scaturita da una farfalla che dall'altra parte del mondo aveva appena battuto le ali.

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