mercoledì 8 aprile 2020

IL NUMERO 1

Progetti non andati a buon fine, falsi amici, sentimenti repressi. Poche righe per racchiudere il primo post del 2020. Pessimismo? No, è la squallida realtà di chi si fidava ancora della gente. Come se le lezioni ricevute nel corso di questi anni non mi hanno insegnato niente.
Calcio, Vita, Famiglia, un mix si situazioni che s'intersecano tra di loro. Con il 17 luglio sempre in mente, oppure il 17 novembre, oppure tanti altri giorni che ti segnano la Vita.
Mi sono fatto troppi amici, dimenticando che l'amicizia non esiste, o comunque è come un amore: molto rara.
In Piemonte da quando avevo 22 anni, un trauma se ci ripenso. Poi però mi sono preso tutto senza che nessuno mi regalasse niente. Ero un Rosario diverso, ero un Rosario determinato, sveglio, battagliero, con la voglia di fare solo una cosa: arrivare, vincere, trionfare.
Da 2 anni a questa parte ho avuto una flessione: scelte sbagliate, persone sbagliate, situazioni ambigue. Da qui la volontà di rinascere, di riprendermi tutto con gli interessi. Di essere il numero 1 l'ho sempre pensato. Di essere il migliore pure.
Sono consapevole che bisogna tornare a fare la guerra, proprio come un tempo. Ritornerò con il mio progetto calcistico e diventerò il primo allenatore manager in Italia, ve lo prometto.

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