venerdì 16 dicembre 2016

LIBERTA'

Sognando la Libertà è il titolo di questo blog dove quasi quotidianamente pubblico pensieri e parole. Ognuno di noi ha un'interpretazione diversa della Libertà, ed è giusto che sia così. La Libertà è soggettiva, personale, intima, ed è forse la più grande conquista che un uomo o una donna possano ottenere dalla vita.
"Ho tanti fratelli che non riesco a contarli e una sorella bellissima che si chiama Libertà" diceva Ernesto Che Quevara.
Charles Bukowski aveva un'idea diversa della Libertà, più soggettiva rispetto a Che Quevara il quale pensava ad un concetto di libertà improntato sul patriottismo.
Bukowski si esprimeva in questi termini: "l'anima libera è rara, ma quando la incontri la riconosci subito, soprattutto perchè provi un senso di benessere quando gli sei vicino".
La libertà per me è qualcosa di più profondo, è un sentimento che provi dentro di te, ed esula da fattori esterni quali confini geografici, religiosi, politici, ambientali, economici.
La libertà che sogno è un'emozione indescrivibile, uno stato d'animo che si acquisisce col tempo, una Pace interiore che ti rende felice come un bambino, leggero come una piuma, splendente come la luce del sole. 
Tra pensieri e parole, perchè il mio modo di scrivere è la traduzione dei sentimenti che prova il mio cuore, spesso ferito dagli eventi che in qualche modo hanno segnato la mia vita, ma sincero e leale come l'essenza della mia persona.
Sognando La Libertà, tra Pensieri e Parole, come il ritornello di una Vita ricca di contenuti, dove lo Spartito è sempre diverso, dove se cadi devi imparare a rialzarti, dove per me è tutto poesia, bella o brutta che sia.

mercoledì 14 dicembre 2016

AUGURI PAPA'

Se si potesse descrivere in poche righe l'affetto che prova Rosario Ligato per i propri genitori sarebbe abbastanza semplice: amore incondizionato, unione indissolubile, gratitudine infinita, empatia sistemica, o semplicemente una ragione di vita.
Nel giorno del tuo compleanno, mi vengono in mente tutti i momenti della vita in cui siamo stati insieme, da quando venivi a prendermi all'asilo, a quando mi accompagnavi alla Scuola Calcio a Melito Porto Salvo.
E' stata un'infanzia ricca di contenuti e momenti dove i miei ricordi sono chiari, limpidi e forti, come la tua voce, che squillava di emozioni imitando Little Tony mentre andavamo in macchina a trovare i nonni a San Lorenzo Superiore. Riderà, Cuore Matto, l'Immensità, il Mondo, Piccolo Fiore, sono solo alcuni dei pezzi che cantavi in macchina risalendo i tornanti di una strada che ha segnato la tua vita.
Sei Nato a San Lorenzo il 14 dicembre del 1947 e vivi a Chorio da ormai 43 lunghi anni, hai fatto dell'allegria la tua ragione di vita: una carriera da cantante coronata con l'apparizione alla Corrida nel maggio del 2009 dove hai dato voce ad una terra come la nostra dove i sacrifici , gli sforzi e le fatiche non finiscono mai,  una Terra difficile ma allo stesso tempo bella, dove ancora oggi risiedono e convivono con la gente rimasta alcuni valori che ci contraddistinguono nel mondo.
Fin da piccolo la tua passione per l'officina ti ha fatto diventare un Maestro delle macchine, tante le tue tappe, Reggio Calabria a 12 anni nel famoso Rione Botteghelle; Milano, Piazzale Maciachini a 16 anni dove hai dormito in macchina per 3 mesi prima di trovare un alloggio, poi la chiamata alle Armi per espletare il Servizio di Leva: Marsala prima, Pisa poi, 18 mesi di Servizio, onorato con il tuo grande senso del dovere.
Il ritorno nella tua Terra dove ti sei realizzato sposando quella che per me è la Mia Mamma migliore. Hai sempre lavorato conservando le tue passioni più grandi come il calcio dove da attaccante hai fatto centinaia di gol, imitando Sivori, quel gran giocatore che ti ha fatto innamorare della Juventus. Hai cantato nelle piazze di tutta la Calabria emozionando la platea con le tue esibizioni divertenti, e grazie al tuo grande cuore sei diventato l'amico di tutti.
Ed è oggi, nel tuo sessantanovesimo compleanno, che ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me, dove in ogni attimo dei miei 33 anni ci sei sempre stato, dove insieme abbiamo affrontato tutto, Tu che mi hai insegnato a vivere, Tu che mi hai dato il Cuore, Tu che mi hai dato la Vita.
Ed è oggi, in questo giorno di festa, che ringrazio Dio di essere tuo figlio, a testimoniare un amore incondizionato, fiero di essere il figlio di Nino Ligato.

sabato 10 dicembre 2016

CHIERI: AMORE INCONDIZIONATO

Chieri è un'amore incondizionato, di quelli che non scordi mai, a prima vista come si dice in gergo.
L'empatia con il Presidente Luca Gandini è forte, la Stima è reciproca.
Da Chivasso a Chieri, come 2 lettere che si uniscono, si fondono e formano una ragione di vita.
Un sentimento profondo che mi lega a questi colori, a questa gente, a questa maglia tatuata sulla pelle, una seduzione che ha radici profonde, ma nei miei occhi e nel mio cuore una lettura molto alta e chiara.
Il Chieri è dentro me come un organo vitale: un senso di appartenenza che va aldilà del calcio giocato, un'indissolubile unione di intenti, di obiettivi, di algoritmi che risolvono ogni tipo di problema. Chieri, come una famiglia di cui non ti separeresti mai, dove il legame è di quelli forti, leali, sinceri, dove per amore faresti qualsiasi cosa, come un figlio con il padre.
Da Chivasso a Chieri, come in un film romantico dove l'amore prevale su tutto, dove su quel manto verde tocchi per mano la felicità, e un vento di gioia ti accarezza il cuore.
Da Chivasso a Chieri, con un biglietto di sola andata tra le mani, sui binari dell'amore, come ieri, oggi e domani.

DEFAULT

La letteratura europea è fucina di grandi talenti: Heathcliff,  Edmond Dantès,  Mr. Darcy, Dorian Gray, Alekos Panagulis,  solo per citarne alcuni.
Ognuno di loro è stato protagonista di grandi romanzi che ancor oggi vengono letti appassionatamente da un cospicuo numero di persone.
Il romanzo di formazione nasce con Goethe e muore sui campi di calcio della provincia italiana. Quello delle Società disastrose è un grande universo popolato da dirigenti pittoreschi, calciatori sul viale del tramonto, tifoserie inesistenti o rissose, stadi inagibili e sonore brutte figure.
Come nel tradizionale romanzo di formazione, i protagonisti sono giovani stretti nel passaggio dall’età adolescente all’età adulta, in conflitto con gli ambienti della borghesia, provati da un lungo percorso di maturazione, isolati da se stessi, emarginati dalla collettività, etichettati come i latitanti più pericolosi del mondo. Ricchi fuori, ma inverosimilmente poveri dentro.
Lo scopo iniziale del romanzo è quello di promuovere un'integrazione sociale del Protagonista ( ? ), col passare del tempo lo scopo è quello di raccontare emozioni, sentimenti, progetti.
Gli obiettivi però, saranno tutti fallimentari: del resto, da raccontare ce ne sarebbe tanto, ma le emozioni sono tutte negative, i sentimenti non sono mai esistiti, i progetti solo sulla carta.
Da quel momento in poi, abbiamo imparato a riconoscere le tappe che scandiscono l’iniziazione delle Società disastrose nella borghesia del calcio di provincia: operato confuso, idee che falliscono,  tifosi che protestano, proprietari che scompaiono, fino al crollo definitivo.
Venezia, Como, Treviso, Ancona.
Storie parallele, senza punti di contatto, ma intimamente legate, esattamente come accadde alla letteratura europea tra Ottocento e Novecento.

martedì 6 dicembre 2016

NOI CONTRO NOI

Ci sono giorni in cui sei spensierato, tranquillo, sereno, disteso e beato, altri invece dove la tua mente gira come la pallina di un flipper impazzito.
Il profluvio ( ininterrotto ) ottimismo professato da chicchessia per giustificare un evento di cui rivendicare i diritti d'autore, rischia di diventare un comportamento patetico ai limiti della vergogna.
Purtroppo oggi l’antica saggezza degli uomini d'Onore è completamente svanita in una continua ricerca del colpevole e ognuno fa un po’ quel che gli pare.
L'"empatia del postmoderno", la chiamano gli estasiati ammiratori dei Vip, io direi più un paraculismo al quadrato, produce un'infinità di parallelismi e similitudini dome meriti e demeriti si scambiano l'identità, in uno scenario dove Satana porta la Croce e Cristo professa il male.
Un'immaginazione così estrema da far vomitare una capra, ma guai a nominare gli Agnelli, hanno già i loro problemi con Lapo.
Sulla carta questa rinnovata libertà dovrebbe ampliare il ventaglio di comportamenti possibili aumentando tanto il panorama dei tosti quanto quello degli sfigati. Ma a dispetto di una realtà che cambia continuatamente, sembra ci sia la tendenza a perpetuare comportamenti ridicoli ed estremamente nocivi per la nostra immagine pubblica.
Un po' come le sigarette, sai che ti fanno male ma le fumi lo stesso.
La nostra Joie de vivre non ha ancora fatto i conti con le sabbie mobili dell'incoscienza umana, o forse l'abbiamo solo incrociata, letta, vista o sentita.
Noi, che non abbiamo quelle attenuanti generiche di cui godono i ragazzini, contro noi stessi,
ultimo baluardo estremo della civiltà contemporanea.

MEDIOCRITA' ASSOLUTA

Nel gran boato del referendum costituzionale, un silenzio assordante invade i nostri popoli, un vento fortissimo scoperchia i tetti e una pioggia abbondante innaffia il deserto che c'è dentro ognuno di noi.
Vuoti, mediocri, appena sufficienti e forse inadatti a trovare verità nascoste o inganni ben camuffati, dove l'unico obiettivo è salvare la propria poltrona, in una realtà dove ognuno è succube dell'altro.
A volte basta una frase per capire il valore di un uomo: "Abbiamo perso un referendum, non il buonumore".
Il riferimento è puramente casuale,  ma necessario per rendere l'idea che in questo difficile puzzle della vita, spesso anche nel male c'è qualcosa di buono e viceversa.
Ed è in un triste lunedì come tanti altri, dove ti accorgi che alla lunga non ci saranno nè vincitori né vinti,  dove l'eterna disputa tra caso e programmazione trova nella vita un'esaltazione senza pari.
Praticamente ogni giorno può essere visto secondo queste due visioni opposte ma legate tra di loro da un filo sottilissimo. Da un lato è solo la somma degli eventi a determinare un risultato che segue una logica pressoché irrazionale. Dall'altro, gli eventi si piegano e s'incurvano fino a diventare determinanti inchinandosi alla programmazione così com'è stata concepita.
Una visione totalitaria delle vita dove 1 X 2 non sono solo i segni della schedina, ma anche etichette, definizioni, maschere, come nella commedia dell'arte, dove ognuno recita la sua parte, giusta o sbagliata che sia.

venerdì 2 dicembre 2016

CORROTTI E CORRUTTORI

L'Italia non è mai stato un paese meritocratico e probabilmente mai lo sarà. Troppi interessi, troppi affari, troppo egoismo, accompagnati da uno strumento indispensabile quale la menzogna, cioè la capacità di sostituire la realtà con una personale visione.
E' un disegno criminale quasi inattaccabile, un sistema costruito ad arte da personaggi che hanno in comune una personalità caratterizzata da diffidenza e sospetto. 
Lor Signori presentano un certo fascino superficiale e una disinvoltura quasi surreale che li paragona ai migliori attori cinematografici che usano il linguaggio senza sforzo per confondere e convincere. 
Non è un romanzo criminale ma poco ci manca: riconoscere chi ci sta intorno può essere un arricchimento personale, e come diceva un mio caro amico "lo stalliere del Re deve conoscere tutti i ladri di cavalli".
Ma è sotto l'aspetto mentale che cercano di abbatterti, il tuo unico errore è stato quello di Decollare. Come in ogni Torre di Controllo, dove gli ordini si eseguono sempre, nessuno può prendere l'iniziativa.
Ma è in un Sistema Corrotto che lo Stato spreca i migliori talenti e uccide loro i sogni.
Sono pronti ad approfittare degli altri, e lo fanno in silenzio, come se tutto fosse normale.
Arrendersi mai, e ad ognuno la sua propria fortuna, augurandovi un domani migliore, dove se si chiude una porta si possa aprire un portone, dove talento e merito possano camminare a braccetto con opportunità e occasione.


"Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido".

Einstein

giovedì 1 dicembre 2016

ASSENTEISTI PRESENTI

Sguardi assenti, occhi spenti, cuori infranti. Menti che vagano chissà in quale direzione, annientati da un malessere del 21esimo secolo. 
Pochi anni fa la nostra vita scorreva come un ruscello, oggi invece, l'unica cosa che scorre è lo schermo dello smartphone, una dipendenza mentale così forte che caratterizza ed etichetta la nuova Società come un agglomerato di persone pressochè assenti, risucchiati in un mondo virtuale che in realtà genera solo illusioni, dispiaceri, malesseri, incomprensioni e frustrazioni.
Un amaro senso di appartenenza riproposto su un gruppo whatsapp vuole sostituire rapporti veri, giochi di sguardi, sentimenti a pelle, comunicazioni verbali, dove l'essenza di tutto questo nasceva dal cuore e passava dalla testa.
La preoccupazione è che il nuovo millennio sta generando persone assenti, vuote, fragili, fredde, aggrappate ad una effimera e fugace vita virtuale dove tutto è concesso, dove tutto è concepito per rendere delle divinità persone che hanno evidenti problemi di socializzazione, disinnamorati di una vita che sicuramente va guardata da un'altra prospettiva.
Una vita contemporanea che ha bisogno di persone pensanti, dove le idee e il talento non possono mancare, dove l'estro, l'attitudine, la genialità e la fantasia fanno la differenza.
Ma in una fase come questa, dove manca la comunicazione, dove i rapporti sono sempre più tenui, in uno scenario costruito sull'interesse, il rischio che predisposizione, indole e dote non vengono riconosciuti è molto alto, e non sarà di certo Facebook, Instagram, Whatssap, Messenger a far progredire una generazione costruita sul rifiuto del sapere.