venerdì 24 marzo 2017

AD UNO AD UNO

Tra un mese esatto compio 34 anni: un lasso di tempo lunghissimo, anche se guardandolo a ritroso sembra ieri che prendevo lo zainetto per andare a scuola. La concezione del tempo è diversa per ognuno di noi: per me 34 anni sono proprio volati e forse non me ne rendo neanche conto. Rimango ancorato a dei ricordi indelebili che hanno segnato la mia Vita, ed è con tanta nostalgia che ripenso a tutta la mia infanzia, accompagnata da un amore incondizionato verso la Vita e a  tutte le cose ad essa connesse.
Sembra ieri quando andavo al campetto a giocare spensierato, momenti di piacere che porterò per sempre nel mio cuore come i più bei ricordi. Con affetto mi vengono in mente tutti gli amici che hanno condiviso con me le tante gioie vissute in quel frangente di Vita.
Ma quali amici, erano fratelli, ma quali soggetti, eravamo una cosa sola. Storie di un'epoca dove tutto aveva un senso, dalla scuola alle feste di paese, passando per i lunghi pomeriggi a giocare a pallone.
Eravamo una bella gioventù dove il rispetto per il prossimo non mancava mai. Eravamo liberi di giocare ma schiavi di una rigida disciplina impartita da un ambiente che t'insegnava prima a vivere e poi fare tutto il resto.
E' stato un grande passato ma troppo breve per essere vissuto a pieno. Mare e sole hanno accompagnato i miei primi 20 anni, una terra così bella che non pensavo di lasciare. Non era solo il calore della gente a rendermi felice, ma un mix di cose che difficilmente si possono spiegare attraverso un racconto, bisognerebbe viverle.
In quegli anni provavo la gioia di sentirmi a casa, ed anche se per qualcuno poteva essere una cosa banale, per me non lo era affatto. Il piacere di dormire nel mio letto superava qualsiasi ambizione, e ad ogni occasione che mi prospettava un futuro lontano da casa pensavo se ne valesse veramente la pena.
Erano gli ultimi anni di spensieratezza, ho lasciato il paese il 10 gennaio del 2005, avevo 21 anni, 8 mesi e 15 giorni. Dopo 12 anni lontano da casa e innumerevoli riflessioni ho capito che no ne valeva la pena, ma soprattutto, quando hai dubbi, perplessità o varie ed eventuali, l'unica cosa che puoi fare è ascoltare il tuo cuore.

mercoledì 22 marzo 2017

IL SENSO DEL GIOCO

Riconoscere gli aspetti fondamentali della Vita non è cosa facile, anzi, il più delle volte diventa una missione. Soffermarsi e capire quali siano le nostre peculiarità, i nostri piacere e desideri, le nostre specialità, non è affatto scontato.
Il rischio è quello di fermarsi a riflettere per troppo tempo, e vivere in una condizione continua di stand by, proprio come la batteria del telefono.
E' come affacciarsi alla finestra e osservare inerme il cambio delle stagioni: vedere dapprima il germogliare delle foglie dal risveglio della Primavera, passando per una calda estate dove il giorno non finisce mai, illuminato da un sole che dà speranza anche ai rassegnati, dove tutto appare più bello, anche se dalla finestra rimani uno spettatore non pagante di una Vita che merita di essere vissuta, fino alla fine, proprio come cantano i tifosi bianconeri.
Riconoscere la bellezza della Vita è un'impresa ardua, è come sapere a priori quali sono le brave e le cattive persone, considerando che quest'ultimi si mimetizzano tra la gente meglio di un Camaleonte nella foresta.
A volte si punta il dito contro qualcuno cavalcando gli eventi, un qualunquismo che si tocca per mano, specie alle nostre latitudini, dove salire e scendere da un carro è diventato ormai una prassi, specie alla fine, quando nessuno nessuno c'avrebbe scommesso un euro, proprio come la favola del Leicester.
Chiacchiere e distintivo, come la frase tratta dal film "Gli intoccabili di Brian De Palma", un concetto difficile da capire, ma che spesso fa la differenza, specie in un mondo costruito sul nulla, dove le cose più importanti della giornata sono gli auguri di compleanno che Facebook ti ricorda di fare.
In un paese dove la maleducazione è trasversale,  ritagliarsi un piccolo spazio dove sei esente da colpe diventa di vitale importanza: un bunker dove cemento armato e porte blindate hanno lasciato il posto a racconti e poesie, romanzi ed editoriali.
Talenti incompresi che non hanno mai accettato le regole del sistema, poeti che hanno cercato di raccontare la Vita nella sua essenza, dove il valore dell'astratto è ben più alto di una giornata di lavoro qualsiasi, dove è tutto numerato, in uno scenario dove tu diventi una matricola con una password ben definita, dove l'unica pausa che hai è solo per andare in bagno.
Dettagli per chi non ha nemmeno il tempo per pensare, ragioni di Vita per chi come me è attratto da uno stile di vita così diverso da questo, dove le giornate scorrono senza senso, in un palcoscenico finto, dove il freno a mano è sempre tirato, ma nonostante tutto non si accettano compromessi.

martedì 14 marzo 2017

LA LEGGE DEL PIU' FORTE

Secondo i piani di qualcuno, ogni mattina in Africa, quando sorge il sole una gazzella si sveglia, sà che dovrà correre più del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole un leone si sveglia, sà che dovrà correre più della gazzella o morirà di fame.
Ogni mattina in Africa, non importa che tu sia un leone o una gazzella, l’importante è che tu incominci a correre.
Tre indizi che fanno una prova lampante e che sanciscono oltre ogni ragionevole dubbio che nella Vita essere leoni o gazzelle conti poco, l'importante è sapersi destreggiare in una miriade di situazioni avverse che si creano senza esclusioni di colpi.
La metafora del Leone e della Gazzella è stata oggetto di studio nelle migliori università del mondo, la morale è sempre la stessa: corri, proponi, organizza, crea, inventa, lavora, migliora, come in una maniacale rincorsa al potere dove, secondo loro, i risultati o gli obiettivi si ottengono con il sudore della fronte, almeno, così è stata dipinta la storia di questi 2 animali che vivono nella Savana dell'Africa sub sahariana. 
In realtà o semplicemente nella mia personale visione, questa metafora è solo un modo per dire ai poveri e ai sottoposti che la Vita è un sacrificio continuo, dove tutto si ottiene col merito, in uno scenario dove, al contrario, i poveri saranno sempre più poveri, e i ricchi saranno sempre più ricchi.
La percentuale che viene fuori dal cosiddetto obiettivo di merito è inversamente proporzionale al reale valore del merito. 
Questa è l'Italia, dove tutto viaggia a discrezione di chi comanda o di chi detiene il potere, in una dinamica assurda che pone l'immagine davanti a tutto, anche a discapito della conoscenza e del sapere.
E' la legge del più forte, che, come su un ring di pugilato, detta le regole a sua immagine e somiglianza. 
Riferimenti tutt'altro che casuali, manifestati ad arte per puntare l'indice verso un sistema corrotto e corruttibile e che, a suo malgrado, è sorretto dall'ignoranza.
Per una volta, l'invidia e la gelosia sono solo pistole caricate a salve rispetto a una dimensione ben molto più grande di quel filo sottile e immaginario che collega i 2 poli di un pianeta dove la Legge del più forte è sempre quella migliore.

sabato 11 marzo 2017

GRAZIE AMICI

Un pensiero speciale e ricco di amore va a chi in questi anni mi è stato vicino, a chi mi ha aiutato a crescere ed essere una persona migliore. Nonostante facile preda degli opportunisti, dentro di me ho la sensazione di essere attorniato da persone splendide e ricche di animo.
Ed è in questa giornata piena di sole che voglio ringraziare quante più persone possibili per avermi dato e dimostrato fiducia in un mondo sfiduciato da una negatività che si tocca per mano.
Vorrei dire grazie alla vita per avermi regalato tantissimi momenti di piacere, un'infanzia vissuta con amici carissimi, ma allo stesso tempo vorrei ringraziare la mia grande famiglia che mi ha sempre aiutato spingendomi verso ogni obiettivo. Ed è merito loro se oggi sono la persona che sono.
Ringrazio anche il mare della mia Calabria il quale ha permesso più volte di specchiare la mia anima e a farmi capire chi sono. Oppure l'immensità del cielo che grazie alla sua massima dimensione mi suggerisce che quando vedo tutto nero basta alzare gli occhi per cambiare colore ad una giornata che nasce storta e sta per finire peggio.
Ricordi e ancora ricordi, da quando ero piccolino per finire al 29 maggio 2016 quando ho alzato il titolo di Campione Regionale per la seconda volta in 2 anni. Storia, epica, passione e poesia, quella che serve per vivere felice, superando con la forza della mente qualsiasi difficoltà.
Come quella cominciata a 21 anni nell'esercito, una sofferenza che mi ha consentito di apprezzare la libertà, ma soprattutto dare valore alle cose, alle persone, ai comportamenti, al rispetto.
Quel rispetto che spesso non viene riconosciuto e che a volte, a furia di essere umili, ti sfugge di mano come un un sorso d'acqua tra le dita che non riesci a trattenere.
Ed è per questo che ringrazio le persone che mi sono state accanto, i quali hanno creduto in Rosario Ligato come essere speciale e meritevole di attenzioni.  E se ognuno di noi rappresenta qualcosa, io rappresento tutti voi, e vi porto sempre nel cuore.
Mi sento in colpa di non fare mai abbastanza per non deludere le vostre aspettative, le vostre scommesse, come quella che avete fatto sulla qualificazione ai regionali: perderla è stata la cosa peggiore che potevo farvi, ma se ancora oggi, a distanza di tempo, batto la testa contro il muro pensando a quello che poteva essere e che non è stato, consapevole di avere la squadra più forte del Piemonte, vi chiedo umilmente scusa.
Ed è sentendo una colonna sonora qualsiasi che metto nero su bianco queste parole pensando di non fare mai abbastanza per pagare la vostra benevolenza nei miei riguardi, ma vi prometto, amici carissimi, di emergere da questo schifo di anonimato e dedicare a voi tutti ogni mio traguardo.

venerdì 10 marzo 2017

TANTI AUGURI

Tanti Auguroni a tutte le donne
Come non soffermarsi su un giorno speciale come l'8 marzo,
la festa delle nostre amatissime donne,
parenti o conoscenti,
cugine: lontane e vicine.
Un augurio speciale, in una giornata speciale:
perdonaci Donna se non Ti siamo sempre vicini quando Ti muoiono le piantine di girasole,
e mancando di sensibilità preferiamo guardare una partita di calcio.
Perdonaci Donna, se in tanti anni svegliandoci al mattino per andare a lavorare, per ben 2 volte abbiamo acceso la luce;
dimenticando che a Te dava fastidio, ma dimenticando soprattutto che noi dovevamo andare a lavorare, non Tu.
E perdonaci Donna che col tempo, imparando a scendere al buio dal nostro letto a soppalco, per non svegliare sia Te che i gatti,
a volte cadendo e battendo rumorosamente la testa contro il pavimento, abbiamo svegliato tutto l'isolato.
Perdonaci Donna, se a volte ti accusiamo di non saper cucinare, ultimamente gli spaghetti al burro freddi erano sempre freddi al punto giusto.
Tu Donna, che pur di dare una mano alla famiglia, hai scelto la durissima carriera di casalinga invece della più agiata vita da impiegata, privandoti delle belle chiacchierate con le amiche e dei gustosi apericena che deliziano il palato.
Ed è in questa giornata dove gli auguri piovono dal cielo come in una tempesta atlantica,
che i nostri cuori si fermano per dirti quanto sei indispensabile per la nostra vita, omaggiandoti dei più bei pensieri.
Tu Donna, ricca di valori umani, che sacrifichi la Messa della Domenica per seguire tuo figlio alla partita di calcio.
Tu Donna, che non hai fatto il Corso di Allenatore solo perchè dovevi andare dalla parrucchiera ogni settimana e dopo 3 gioni di assenza saresti stata bocciata.
Perdonaci Donna se a volte non capiamo i tuoi ragionamenti e facciamo sempre i soliti errori: "anche questa domenica al cinema ci andiamo domenica prossima".
Tu Donna, che riempi le nostre giornate a casa, a lavoro, a calcio, di notte, e non sempre sono incubi.
Tu Donna, che mi permetti di scrivere questo pensiero scherzoso nel giorno della tua festa, vorrei dirti solo 3 parole: grazie di esistere.
Le donne... Sai cosa ti dico? Chi le ha create... Dio deve essere proprio un genio. I capelli, i capelli sono tutto, lo sai?
Hai mai affondato il naso in una montagna di capelli sognando di addormentartici sopra?
O le labbra: quando toccano le tue è come il primo sorso di vino dopo che hai attraversato il deserto...
Tanti auguri a tutte le Donne
Rosario Ligato

giovedì 2 marzo 2017

TRENTA MINUTI DI PIACERE

Il titolo di oggi può esprimere tanti significati, per il sottoscritto i 30 minuti di piacere equivalgono al tempo necessario per scrivere un articolo.
Un'irrefrenabile passione per la scrittura che si somma al mio Sport preferito che è il calcio, dopo aver smesso di seguire assiduamente il ciclismo per ragioni di cuore e di tempo.
Quando metto nero su bianco i miei pensieri non disegno la maglia della Juventus, e nemmeno quella dell'Ascoli e dell'Udinese tanto per non fare torti a nessuno. Se nel calcio amo parlare degli half spaces, ( mezzi spazi ),  nella scrittura mi basta un "half hour" per soddisfare la mia anima.
Nella vita ho avuto tante difficoltà, scrivere è la cosa più semplice che io possa fare.
Puo' sembrare un'aforisma, una sentenza, un motto, in realtà è uno stato di fatto.
Da bambino mi stuzzicava l'idea di risolvere problemi e quesiti, e amavo tutto ciò avesse a che fare con la matematica. Le espressioni erano il mio pane quotidiano, sentivo il bisogno di risolverle, un po' per allenare il cervello, un po' per dimostrare agli altri di essere il più bravo.
Col passare del tempo divenni un appassionato della match analysis, e inizia a scrivere per il sito tuttoreggina.com di Giovanni Cimino. Col tempo, la mia voglia di scrivere andava oltre un rettangolo di gioco, e grazie al giornalista Luigi Palamara continuai a scrivere per un giornale importantissimo come melitoonline.it.
La mia collaborazione durò circa 5 anni, il tempo necessario per affinare verbi, contenuti, punteggiatura. Gli anni seguenti mi misi in proprio, si fa per dire: dal 2010 alimento con costanza il sito rosarioligato.com, un archivio di contenuti tecnico tattici che conservo con molta cura, del resto, non c'è posto migliore del web per ritrovare articoli che su carta andrebbero persi il giorno dopo.
Da pochi mesi ho iniziato a scrivere i miei pensieri sul sito rosarioligato.it, il mio half spaces, un posto dove riporto in todos tutto quello che mi suggerisce il mio cuore.
Scrivo per emozionare, ed è per questo che passo oltre ad un freddo racconto di cronaca,  dove i fatti prendono il sopravvento sulle parole, in uno rigido schema giornalistico, dove l'unica cosa che conta è dare la notizia.
Per ragioni personali ho preferito pubblicare le mie scritture in uno spazio tutto mio, che non sarà il Buongiorno di Gramellini con le sue migliaia di fans, e nemmeno la seguitissima pagina facebook di Roberto Saviano, ma un blog di un ragazzo che ha fatto dell'umiltà, del lavoro e dell'alta moralità, una ragione di Vita.