FELICE

FELICE

venerdì 15 novembre 2019

DUE OCCHI CHE PARLANO

Ci sono momenti che vorresti spaccare tutto, altri dove rimani calmo nonostante mille pensieri, mille avversità, mille problematiche.
Distrarre la mente sarebbe la cosa migliore che si potrebbe fare in codesti momenti, ma come?
Là fuori è una giungla dove il migliore essere umano ha la peste, e allora rimani solo con te stesso, animato dalla consapevolezza che sei un miracolo della Vita, nato per chissà quale missione, ma sicuramente una persona perbene.
E allora invidi, non il più ricco, non il più bello, non il più grande, non il più famoso, ma soltanto quello più felice. Sei sempre malinconico, quella leggere tristezza che ti accompagna da quando eri piccolo, da quando un giorno i tuoi sogni s'infrangevano in un cortile di cemento, come dimenticare.
E poi gli anni duri, durissimi, muraglie insormontabili e quella voglia di scappare via. Ricordi che non si cancellano mai, ricordi che ti inondano la mente proprio come una piena in un giorno di alta marea. Persino di  notte, quando cerchi di addormentare la mente, gli incubi ti vengono a trovare, pieni di odio, pieni di rancore, come se il tuo peccato fosse quello di aver maledetto Gesu' Cristo, quando invece l'hai sempre lodato.
Misteri, anche se non volevamo nulla, solo di essere lasciati in pace, dimenticati, proprio come un reduce dal Vietnam, tornato a casa dopo una guerra che gli ha cambiato la vita, che gli ha lasciato i segni.
E poi tu, l'espressione della felicità fatta persona, che porti gli occhi del cielo, i capelli del sole, il cuore del mare, e quanto amore via con lei.
Nell'anima, fino infondo all'anima, dove c'è musica tu ci sarai. Un ritornello cantato più volte, specie quando sfogliamo l'album dei ricordi, dove probabilmente tu sei l'unico paracadute esistente per una persona che è caduta più volte. Un ritornello troppo spesso cantato da chi si nutre di sentimenti, emozioni, ma che la Vita troppo spesso gli ha negato, sperando in un domani migliore, o semplicemente in una Vita migliore: la prossima.