FELICE

FELICE

mercoledì 9 settembre 2020

COME IN UNA GIUNGLA

Una linea, un'identità, un marchio. E' quello che bisogna avere nella vita per poter andare avanti. Adeguarsi è un atto di umiltà molto intelligente da fare, ma non è la soluzione.
Bisogna guardarsi dentro, ascoltarsi, capirsi e ricercare quanto più possibile i propri principi di gioco. E si, perchè la Vita è come una partita di calcio, dove perdere o pareggiare potrebbe essere la stessa cosa. 
Uniformarsi al contesto dove si vive è la cosa più sbagliata che si possa fare, anche perchè il contesto è formato da delinquenti, banditi, ingrati, infami e chi più ne ha più ne metta. 
Vivere in un contesto del genere diventa dura, specie se ti senti in prigione da questo ritmo forsennato, dove hanno reso il lavoro una schiavitù, il piacere una casta per pochi, la salute una cosa per ricchi. E' un paese ormai degradato il nostro: lì fuori c'è qualunque cosa: feccia umana, bulli che fanno a botte, ladri, venditori di morte, zingari, disadattati, punkabbestia, delinquenti comuni, moralisti, insabbiatori di prove. E poi ci sono i perbenisti, quelli che di fronte alla loro pignolerie, gli daresti volentieri un ceffone.
Sia chiaro, siamo contro la violenza in qualunque sua forma, ma era per far capire il concetto.
Un mondo rovinato dalle multinazionali, dalla globalizzazione, dal produrre a tutti i costi qualcosa, dai politici, dalle guerre.
Che rimarrà di questo? Niente, non rimarrà niente, 50 o 60 anni di Vita di fronte all'eternità è come una goccia d'acqua nell'oceano, e allora conviene non piegarsi davanti a niente e nessuno, perchè noi possiamo morire, le idee invece restaranno in eterno.

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