FELICE

FELICE

martedì 15 dicembre 2020

INSEGUENDO UNA FARFALLA

Barba lunga, cappello marchiato Voglia di Calcio, sguardo fisso sulla telecamera, è questa l'immagine di un Rosario Ligato alle prese con il mondo pallonaro che ascolta parola per parola. Sembrerebbe la bibbia, in realtà sono nozioni comuni, la bibbia è per i Fedeli, e qui di Fedeli non ce n'è nemmeno l'ombra. Solo migliaia di ascoltatori che cercano di rubare nozioni, metodologie, strategie.

Ma non è questo la strada del successo, per vincere ci vuole intuito, imprevedibilità, tempismo, rischio, determinazione, tutte cose che, o hai o non hai. Un po' come una vocazione, nessuno si farebbe prete per interesse, ci vuole quella fiammella dentro che ti chiama a Dio. E fare calcio significa questo. Credere in qualcosa che gli altri non vedono.

Nella Vita funziona allo stesso modo, ma alla base di tutto ci va empatia, piacere di stare insieme, simbiosi, affinità. Ricordo ancora con nostalgia i miei 12 anni: ragazzo bello, sportivo, capellone, sorridente e pieno di energia. Un giorno ero seduto sugli scalini della salagiochi del Paese, un circolo dove i grandi giocavano a carte. Ad un certo punto arriva l'Avvocato Polimeno che incrociandomi mi dice: "Rosario, io quando vedo te mi scialo", che in calabrese significa, quando vedo te sono felice. Una frase che mi è rimasta impressa e che tutt'ora ricordo con piacere.


Sono passati 25 anni circa, e anche io ogni tanto incontro persone che mi rendono felice. Sono tutti miei giocatori, 2 in particolare a cui sono molto affezionato. R. e F. sono 2 ragazzi della stessa età, li ho allenati in annate diverse e ancora oggi a distanza di anni la mia stima non è cambiata per niente. R. è un ragazzo altruista con un grande cuore.  F. è un ragazzo molto intelligente e si è iscritto all'università. Spero che la Vita possa sorridere ad entrambi.

E' mezzanotte, il letto chiama, ma è questo il momento migliore per scrivere. Non c'è il rumore del mare, e nemmeno la luce del sole, ma solo il battito di una sveglia che sancisce il passare del tempo secondo dopo secondo. La fine di questo anno è vicina, le 37 primavere pure, ma non sono gli anni a fare la differenza, bensì il vissuto che viene fatto un determinato periodo. 

Oggi più di ieri c'è la consapevolezza di voler lasciare il segno, come non lo so. Forse in una maniera, forse in un'altra, forse in un'altra ancora. Ma se è vero che è il pensiero che genera la materia io sono sulla buona strada. Del resto, il mio cervello non si ferma mai. Un po' come una farfalla, se l'insegui non la prenderai mai, ma se ti metti seduto lei si poserà su di te.

Buonanotte

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