FELICE

FELICE

domenica 28 febbraio 2021

UNO SCRITTORE ROMANTICO

Buongiorno cara lettrice, avevi ragione tu, parola per parola. Basterebbero  questa poche righe per darti la soddisfazione che meriti, e invece no, ci vorrebbe ben altro. A volte la Vita è come un film, a volte no, semplicemente perché non puoi riavvolgere il nastro. 
Rivedo in questo scrittore un po’ stralunato, segnato dall’alcol, un ispirazione che corrisponde al vero. Un po’ folkloristico, un po’ su di giri, un po’ malinconico, in un ambiente accattivante come le lunghe notti di New York. Periferia dove la Vita passa da un bordello ad una bottiglia di whisky in un batter di ciglia.
Un abisso a confronto alla schematizzazione della Vita del nostro paese, dove a conclusione del tutto, sul manifesto ti scrivono: “ marito, padre, nonno e lavoratore esemplare”.
Bisogna vivere 2 vite, dove nella prima cerchi di capire la tua indole, e nella seconda metti in pratica tutte le conoscenze della Vita pregressa. Oggi è domenica 28 febbraio, nel cielo non c’è una nuvola, ma ci sei tu che splendi come facevano i tuoi occhi.

domenica 14 febbraio 2021

QUELLA PUNTO GRIGIA

Ti domandi tante cose, ti domandi dove poterle portare un fiore sapendo che non c’è  più. Lo potresti lasciare ovunque, tanto dal cielo riuscirebbe a vederlo. L’immaginazione non cambia mai, l’intensità di pensiero neanche. È come se il tempo si sia fermato e con esso tante cose. Rimangono i ricordi, ma quelli sono come una pugnalata. E allora alzi gli occhi al cielo e guardi quella stella che brilla di notte, o il sole che splende di giorno, e pensi che quella luce non è poi così lontana. Buona Domenica 


martedì 2 febbraio 2021

UNA ROSA ROSSA

Volevo fare un articolo su questa foto, poi ho capito che di per se la foto voleva dire tutto, e così non ho scritto niente. 
In realtà ci sarebbe molto da scrivere, ma non basterebbero le pagine di un libro. La visualizzazione è già uno scritto. È l’impatto che dà ad ognuno di noi che fa la differenza. Una rosa blu cantava Michele Zarrillo. Una rosa rossa invece è tutta un’altra cosa.
Un Bacio 

mercoledì 27 gennaio 2021

Il coraggio di un Barbaro


Il coraggio di un barbaro e la pazienza di un monaco. Bisogna avere queste due cose per affrontare la vita e limitare i danni. E poi non ultima tanta fortuna. 

Cosa c’è che non sia già stato scritto, detto, eppure la Vita si evolve e la platea chiede sempre qualcosa in più. Oggi il mio pensiero conta poco, ma con il tempo acquisirà molto valore.

Non è oggi che voglio vincere questa partita, ma tra decenni, quando qualcuno aprirà questo sito e vedrà veramente chi era Rosario Ligato.

Perché il coraggio di un Barbaro? Semplicemente perché te ne capitano di tutti i colori e se non sei abbastanza forte finisci al tappeto. La Vita non è quella che si vede, ma molto e molto di più. La Vita è un mix di situazioni, di eventi, di sincronismi, di contraddizioni, di lotte, di battaglie, di stati d’animo, di pensieri, di sentimenti, e tante altre cose.

Perché la pazienza di un monaco? Oggi puoi piantare un seme, ma è tra 10 anni che raccoglierai i frutti. Oggi puoi scolpire una roccia, ma è tra 20 anni che farai un capolavoro. Oggi puoi creare la tua filosofia, ma è tra 30 anni che questa corrente di pensiero prenderà la sua forma. E in questo spazio temporale ci saranno fallimenti, delusioni, debacle, insoddisfazioni, scelte errate, valutazioni sbagliate. 

Sarebbe stato può facile vivere speculando, vivere senza responsabilità, vivere ogni 2 settimane, ma come sempre si sceglie la strada più tortuosa. Sperando sempre che la fortuna ci assista. 

martedì 19 gennaio 2021

NON IMPORTA CHI SEI


Commentare il presente è come scrivere sul ghiaccio, pensare al passato è come pugnalarsi, scrivere il futuro è come illudersi che qualcosa andrà a lieto fine. In questo immaginario diventa difficile proseguire. Ma qual è la cosa che ci dà la forza per andare avanti? Ci deve pur essere una ragione valida per continuare a lottare. 

C’è chi rincorre i propri giorni cercando una rivincita. C’è chi vive per incrementare il proprio conto in banca. C’è chi è inconsapevole e vive giorno per giorno senza meta. Ognuno ha il proprio obiettivo da perseguire, da raggiungere. Illudendosi che domani sarà sempre meglio.

C’è chi vive di grandi sentimenti e sarà sempre insoddisfatto di fronte a questa vita che regala solo delusioni. Aggrapparsi ai ricordi non è di grande aiuto, aggrapparsi alla bottiglia nemmeno, anche perché ci vuole un fisico bestiale per bere e per fumare. 

Lottare, il primo verbo da imparare quando si affronta questo mondo infame. Sapendo che la fortuna ti girerà le spalle, sapendo che nessuno ti regalerà niente, sapendo che nessuno si metterà nei tuoi panni. Ed è forse la continua ingiustizia che si ripete ogni giorno a fare da molla per invertire la rotta di questo mondo che va a rotoli.

È forse la voglia di sistemare le cose, combattendo il sistema, andando contro a tutto e a tutti che ci dà la forza di andare avanti. Vivere pensando che ogni giorno è una battaglia ti distrae dall’illusione che domani è un giorno migliore togliendoti quelle aspettative che ti potrebbero deludere.

Vivere pensando che sei un essere unico, e il fatto di non essere stato capito può essere un incentivo alla Vita: non importa chi sei ma l’emozioni che trasmetti. Non importa chi sei, ma quanto è grande il tuo cuore. Non importa chi sei, ma la bontà d’animo che custodisci. Non importa chi sei, ma lo sguardo profondo dei tuoi occhi. Non importa chi sei, anche se sei Rosario Ligato. 



domenica 17 gennaio 2021

TUTTE LE NOTTI

Arrivi puntuale tutte le notti, mi trafiggi l’anima, mi devasti il cuore. La cadenza è sempre la stessa. Sono incubi, ma incubi di Vita reale. L’interpretazione è chiara, devo pagare un conto, e non ci sono soldi che bastino.


Non mi era mai capitato in Vita mia di aver paura della notte e dei pensieri che si sprigionano appena la mente si addormenta. Sono scene crudeli, figlie di una idealizzazione dell’altro. Sono momento di vita reale che si manifestano in tanti modi ma con l’unico obiettivo di farmi del male. 

L’impatto è devastante, più di ogni altra cosa. È come se qualcuno volesse rinfacciarmi qualcosa. Come se io non avessi contezza degli errori fatti. Ma è il subconscio che cerca di farsi valere, e quello è difficile da domare. Il subconscio ti schiaffa in faccia la tua Vita e ti dice tutto quello che dovevi fare.

Una punizione troppo severa, è come se si perdesse due volte. Anzi tre, quattro o cinque. A volte non trovi nemmeno le parole, e allora è meglio far parlare il silenzio. Lui non sbaglia mai.

venerdì 8 gennaio 2021

LA SEMANTICA DEL PENSIERO

In questo momento drammatico che l’intero pianeta sta vivendo, non manca la speranza di ritornare a vivere una quotidianità più tranquilla. Il Covid non è solo un Virus, ma è anche uno stile di vita che noi non eravamo abituati a vivere. 


Ed è proprio in questi momenti più tristi che la mente si rifugia nell’archivio dei ricordi, quelli più belli, anche se ormai non ti appartengono più. Cosa è rimasto di quegli anni? Cosa rimane di uno, dieci, cento campionati? Le Coppe non se le ricorda nessuno, come è giusto che sia. Dovrebbero  rimanere i rapporti umani, l’affetto, la stima. Un po’ come quando guardi una foto a te cara, ti emozioni come se fossi ancora lì, in quella data, vivendo quei momenti, anche se all’epoca non ci facevi caso.

C’è una cosa che non deve passare mai in secondo piano, il rispetto per la persona. Ed è in quel valore che si racchiude il senso di questa vita terrena. Pensare che dentro ognuno di noi c’è un cuoricino che batte. Pensare che dentro ogni di voi c’è il sangue delle vostre mamme e dei vostri padri. Dentro ognuno di voi c’è quel DNA che si tramanda da secoli, e rispettando voi rispettiamo tutte le generazioni che vi hanno preceduto. Perché in questo momento, voi, rappresentate tutti. 

In questo venerdì 8 gennaio il sole non è forte come in agosto, ma la luce s’intravede. Come il sentimento più alto che alberga nell’essere umano, cioè la libertà di pensare o immaginare qualcosa senza urtare la sensibilità di nessuno. Un po’ come nella semantica del pensiero, dove nessuno può entrare, una cassaforte che racchiude le immagini più belle del vissuto di ognuno di noi, ma anche qualche goccia di lacrima che c’ha bagnato il viso. Stati d’animo e sentimenti. Pensieri e parole, dette o bisbigliate, o semplicemente scritte o tatuate nel cuore dove nessuno può leggerle, se non noi stessi. 


martedì 5 gennaio 2021

UN LUNEDI' PERVERSO

Ci sono lunedi' e lunedì, quello di fine gennaio lo ricordo bene. Aspettavo la tua chiamata, dicevi in giro che non avevo preparato la partita, quando io di quella squadra conoscevo pure i raccattapalle. Una diffamazione pesante per uno come me che non tralascia proprio nulla. La realtà è che loro erano troppo forti per noi, o meglio, erano troppo forti per te, che dall'alto di quella grande  tribuna non ci hai capito niente.


E' questa la premessa di un capitolo di un libro che si è chiuso troppo presto. Non ce l'ho con te perchè sei calcisticamente insignificante, non sai cosa vuol dire la parola rispetto, non sai cosa significhi fare calcio. Paghi una mela 10 euro e ti vanti pure di averlo fatto. La colpa non è nemmeno tua ma di chi ti consiglia ( male ). 

Ma i cavalli buoni si vedono alla distanza e tu hai dimostrato di essere un asino che alla prima curva si ribalta. Quando semini vento raccogli solo tempesta, e non c'è da stupirsi se compari e scompari come nel gioco delle tre carte.

Un esperienza amara nel mio percorso calcistico, ma che mi ha permesso di capire tante cose. Nella Vita ci sono buoni e cattivi. C'è chi non tiene conto di nulla, decide e basta, anche senza nessun tipo di logica. Senza nemmeno immaginare i sacrifici che fai per far quadrare i conti. Senza considerare che fai allenamento col freddo, al buio, facendo le corse per essere sempre presente, per non mancare mai, a costo di tralasciare tutto il resto. Ma soprattutto senza considerare che come Allenatore non puoi avere di meglio perchè il meglio ce l'avevi già.

E allora la consapevolezza di credere sempre in me stesso perchè nessuno lo farà mai per me, e quella foto apparsa su facebook domenica 19 gennaio voleva dire tutto. La consapevolezza che prima o poi i sacrifici verranno ripagati, aspettando con pazienza il mio turno, avendo contezza che la voglia di perseverare è spesso la differenza tra il fallimento e il successo. Ed io ci sarò, come sempre, sul gradino più alto del podio.

domenica 3 gennaio 2021

CIAO FRANCESCO

Con il suicidio dell'Avvocato Francesco Floccari, 48 anni, noto penalista di San Pantaleone, abbiamo l'ennesima prova che il filo che lega la sofferenza con la normalità, se così la vogliamo chiamare, è proprio sottile. Basta veramente poco per far collassare quell'idea più estrema di farla finita che è figlia di un qualcosa che non va.

Sono sempre quei binari a separare la Vita con la Morte, e chissà quante volte ognuno di noi li ha guardati. Mettersi nei panni degli altri è la più grande delle Virtù che un essere umano possa avere, ma non sempre è così, si è portati a pensare per se, vittime di un egoismo esasperato.


La morte di Francesco ci deve fare riflettere, ci deve far pensare, ci deve rendere consapevoli che se ci è finito Lui su quei binari, persona esemplare sotto tutti i punti di vista, forte come un Leone, possiamo finirci tutti. Non è il momento che conta, oggi possiamo sentirci Rambo, domani possiamo essere fragili, feriti, demoralizzati. Un motivo in più per essere più umani e meno robot.

La realtà è che siamo diventati un po' tutti robot, siamo delle macchine, siamo una puleggia, siamo un bullone, siamo una vite, siamo una cinghia di trasmissione, siamo diventati una massa di vigliacchi e leccaculo. Ecco quello che siamo, persone senza dignità che si vendono al migliore offerente.

Oggi siamo diventati glaciali: non c'è nessuno che ti chiede come stai, non c'è nessuno che ti guarda negli occhi, non c'è nessuno che ti trasmette un'emozione. Uscendo da quella porta sai già che lì fuori ci muoveremo come dei fantasmi, perchè se non siamo autoctoni saremo sempre dei numeri.

Non è stato così per Francesco che di affetto ne aveva tanto. Quell'affetto che una Terra come la Calabria ti dona indipendentemente da chi sei e come ti chiami. Francesco era amato da tutti, e non poteva essere altrimenti vista la grandezza d'animo che possedeva. 

Non mi piace parlare di valori, mi piace parlare di valore, specie quello delle persone. Bisogna arrivare a capire il valore delle persone prima di perderle, e non sempre è così. Ciao Francesco, adesso sarai in un posto migliore di questo. Riposa in Pace.